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I nemici del Condiviso tornano alla carica - di Carlo Ioppoli*

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I nemici del Condiviso tornano alla carica - di Carlo Ioppoli*
Carlo Ioppoli

10/09/2011 - 14.54

Pochi giorni fa la Cassazione, con la sentenza n. 17191/2011, ha stabilito che l'affido condiviso non è applicabile quando i genitori sono troppo litigiosi. Tale pronunciamento della Cassazione contraddice il precedente orientamento della stessa Cassazione, la quale aveva tempo addietro stabilito che la conflittualità, seppur elevata tra i coniugi, non può essere di ostacolo all'applicazione dell'affido condiviso.

Mi domando: cosa è successo in così breve tempo per essere tornati indietro?

E' evidente che l'affido condiviso, pur in caso di conflittualità, costituisce una possibilità, che viene concessa alla coppia, di riconoscimento reciproco del proprio ruolo genitoriale, seppur dopo la separazione. Stabilire che l'affido condiviso sia applicabile solo ai genitori che, dopo la separazione, vanno d'amore e d'accordo, appare non solo irrealistico ma determinerebbe un'applicazione del tutto marginale dell'istituto.

A mio avviso le motivazioni di tale ripensamento, da parte della Cassazione, sono da cercare nel clima di profonda ostilità che circonda il disegno di legge di riforma del condiviso, in discussione attualmente alla Commissione Giustizia del Senato.

Le proposte di legge in discussione al Senato mirano a rendere tendenzialmente paritetico il tempo che ciascuno dei genitori trascorre con i figli, ad introdurre il principio del doppio domicilio del minore e a rafforzare l'istituto del mantenimento diretto. Senonchè, come da molti anni a questa parte, appena conosciute tali proposte, si sono levati gli strali delle solite associazioni di femministe incallite (che considerano il bambino di loro proprietà e non accettanno interferenze dei padri) e anche di associazioni di magistrati che considerano un "ping-pong" il trattamento che verrebbe riservato al minore con l'introduzione del principio del doppio domicilio.

Ma ciò che mi ha fortemente stupito è anche l'intervento di buona parte dell'avvocatura italiana, coadiuvata da nomi di avvocati matrimonialisti di prestigio, a tutela dell'affido monogenitoriale e contrari a modificare lo status quo. Sostenere che la sentenza in commento della Cassazione introduce un principio di civiltà giuridica significa, a mio avviso, tradire lo spirito della legge sull'affido condiviso.

Naturalmente, v'è anche una buona parte dell'avvocatura, che ha assimilato i concetti di bigenitorialità e li rende operativi ogni giorno nelle aule di giustizia. Voglio però citare una celebre massima: "Anche se siete sulla strada giusta, resterete travolti dagli altri se vi siederete ad aspettare" (Arthur Godfrey). E' quindi necessario continuare a battersi per una vera riforma dell'affido condiviso, che renda entrambi i genitori realmente entrambi partecipi del vita del loro bambino.

 

Avv. Carlo Ioppoli Presidente ANFI - Associazione Nazionale Familiaristi Italiani


Fonte: Redazione ANFI

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Ci sono 11 commenti


07.32  di domenica 11/09/2011
scritto da  vins
Quindi, la madre che non vuole il condiviso (sappiamo bene a chi vanno i figli se si è costretti a scegliere tra padre e madre) deve solo fare la cosa più semplice del mondo: litigare. Non è difficile, tutti noi sappiamo bene come si possono creare mille motivi per litigare, tipo: lasciare regolarmente che il padre aspetti in strada mezz´ora, prima di consegnargli i figli; negarglieli del tutto inventando scuse; fare una scenata pubblica al padre se li riconsegna cinque minuti in ritardo etc. etc. .
Ogni volta che ci sono "novità legislative" queste mi confermano che l´unica è pretendere:
"casa ai figli e genitori vi si alternano SALVO DIVERSO ACCORDO TRA LORO DUE."

02.33  di domenica 11/09/2011
scritto da  Alessio Cardinale
Nessuna stanchezza, anzi...E´ una battaglia lunga, con tempi tecnici lunghi. Impossibile non avere della pause, durante le quali, però, mica stiamo fermi..

19.26  di sabato 10/09/2011
scritto da  Salvo-CT
I nemici del condiviso sono sempre i soliti:quelli che speculano sui minori...poichè se il condiviso si applicasse alcune categorie le tasche piene non l´avrebbero più...per loro il fine giustifica i mezzi...davanti al dio denaro..non ci si ferma davanti a nulla..

19.06  di sabato 10/09/2011
scritto da  Antonello1
Ho appena ricevuto via fax dal mio avvocato la sentenza del TdM nella quale si conferma un assegno di mantenimento per un bambino di 4 anni di €. 400,00 nonostante sia affidato al 50% (ma dalla corte d´appello alla quale mi ero rivolto per modificare i termini vergognosi dell´affido stabiliti dal TdM). Il mio stipendio è quello di un impiegato dello stato. Evidentemente le decisioni della corte superiore non sono state gradite dal giudice relatore cassato al quale hanno comunque riaffidato il fascicolo di mio figlio.
Non c´è da rafforzare niete, è necessario farlo applicare e basta. I Tribunali violano la legge continuamente e lo fanno consapevolmente. Il mantenimento diretto viene continuamente violato. NON VIENE APPLICATO

18.02  di sabato 10/09/2011
scritto da  stefano
grazie all´avv. carlo ioppoli e agli avvocati "etici" come lui che si occupano di diritto di famiglia


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