Separazione e reddito ISEE, il sistema discrimina i separati c.d. non collocatariArea Tecnica
29/08/2011 - 14.48Il caso della regione Toscana, dalla voce di un lettore. "In Toscana la Giunta Regionale ha deciso, giustamente, di far pagare i nuovi ticket per le prestazioni sanitarie soltanto a coloro che hanno un reddito superiore a una certa quota, così mi sono deciso a rivolgermi ad un CAAF per avere una dichiarazione ISEE che attesti il mio diritto all'esenzione da quei ticket. Sono padre di due figli e sono separato. Nella dichiarazione dei redditi, mod.730, mi viene riconosciuta la detrazione del 50% per i figli a carico. I figli abitano con me 6 giorni su 14 e per metà delle vacanze natalizie, pasquali ed estive. Computando il tempo di permanenza presso entrambi i genitori separati, risulta che complessivamente i figli stanno il 45% con me e il 55% con la madre. Ovviamente la residenza anagrafica è presso la casa della madre, genitore “collocatario”. Codesta “collocazione”, oltre a comportare un “assegno di mantenimento” a favore dell'ex moglie, comporta anche che i figli non figurino nel nucleo familiare del padre, il quale, ai fini della certificazione ISEE, risulta essere l'unico membro della sua famiglia. La non presenza dei figli, pur conviventi al 45%, nel nucleo familiare del padre, produce una distorsione dello stato reddituale come certificato dall'ISEE, che non tiene conto né dell'effettiva presenza, né dell'assegno di mantenimento, ma solo dello stato anagrafico. Ai fini dell'esenzione dai nuovi ticket, essendo il mio reddito da lavoratore dipendente già di per sé sufficientemente basso, la predetta distorsione non ha alcuna influenza, ma ciò mi induce a proporre un argomento di riflessione sullo stato di ineguaglianza dei cittadini di fronte alle leggi e ai regolamenti.
Giuseppe Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1934 volte
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| 09.05 di venerdì 03/02/2012 | ||
| scritto da Maurilio Pavese | ||
| aggiungo solamente due cose:
1)oltre alla scala di equivalenza vi è il problema delle cifre che un conige passa all´altro quale suo mantenimento (del coniuge e non dei figli), queste cifre vengono fotografate su entrambi i coniugi, mentre sarebbe opportuno uscessero da uno per entrare sul´altro. 2)in base all´articolo 5 del decreto salva Italia, entro maggio 2012 i criteri del calcolo isee verranno rivisti, è un treno da non perdere. | ||
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| 22.10 di sabato 22/10/2011 | ||
| scritto da dany | ||
| il sistema discrimina anche i collocatari: nei punteggi del collocamento, nelle graduatorie per il sostegno al reddito e/o al lavoro una madre a reddito zero ma ke riceve 1000 euro per il mantenimento dei figli è equiparata ad una madre ugualmente a reddito zero ma ke non riceve mantenimento (ragazze madri) o riceve 200 euro. Questo perkè l´assegno non viene considerato reddito per chi lo riceve ma solo per chi lo versa. E´ un sistema estremamente ingiusto e discriminante. E´ veramente urgente fare qualcosa per modificarlo. Possibile che ai vertici non si rendano conto di cose così semplici e ovvie? Adiantum contiamo su di voi! | ||
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| 13.34 di venerdì 09/09/2011 | ||
| scritto da Piero | ||
Verissimo quanto scrive Mauroin merito al fatto che taluni enti,previlegiano il genitore presso cui il minore è collocato. E´ il caso ad esempio della societa´ che gestisce la refezione scolastica a Milano, che intesta i bollettini di pagamento alla madre anziche´ al minore (cosa che sarebbe possibilissima sia dal punto civilistico che fiscale), ed e´ totalmente sorda alle proteste dell´altro genitore. Condivido il pensiero che la realizzazione della bigenitorialita´ passa anche attraverso le piccole cose quotidiane. | ||
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| 09.33 di lunedì 05/09/2011 | ||
| scritto da Michele | ||
| La discriminazione e il danno sostanziale per la situazione descritta è verissima. Anche nel caso degli assegni familiari l´IMPS privilegia il coniuge collocatario, anche se non lavora. Bisognerebbe porre rimedio al più presto. In verità gli unici a tener conto dell´assegno di mantenimento sono le banche, che sanno quanto questo incide. | ||
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| 08.04 di mercoledì 31/08/2011 | ||
| scritto da Mauro | ||
| Questo conferma come,con la formula del genitore collocatario,si riproduca uno squilibrio nell´esercizio delle funzioni genitoriali,ad esempio per definire la rappresentanza legale dei figli -in ossequio all´art 320 c.c conferita ad entrambi i genitori-in caso di separazione,taluni enti,previlegiano il genitore presso cui il minore è collocato,ed ha residenza anagrafica,originandosi per tutto ciò che ne consegue inequità tra i genitori,privilegi al collocatario a spese del non collocatario,e secondo me,si deve insistere affinchè queste discriminazioni vengano smesse,garantendo così ai figli di poter fruire di entrambi i genitori nello svolgere le funzioni che il ruolo gli compete,per un loro sano e sereno sviluppo psicofisico. | ||
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