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ADIANTUM, audizione al Senato sul DDL 957. Dubbi sulla presenza di magistrati

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ADIANTUM, audizione al Senato sul DDL 957. Dubbi sulla presenza di magistrati
Senato della Repubblica

24/07/2011 - 22.51

Su indicazione del Presidente della Comm. Giustizia del Senato, sen. Filippo Berselli, ADIANTUM è stata invitata ad un'audizione che si è svolta martedì 26 luglio 2011 alle 20,30, nell'ambito dell'indagine sull'applicazione concreta della legge n. 54 del 2006, in materia di affido condiviso (riferita ai disegni di legge nn. 957 e 2454).

Sono intervenuti Claudio Alberghini, Consigliere e Delegato Nazionale (di recente nominato Esperto dell'Osservatorio Nazionale Infanzia e Adolescenza), il quale ha concentrato la sua relazione sul ruolo irrinunciabile della Mediazione Familiare (per la quale si auspica fortemente il primo passaggio obbligatorio prima della separazione) e Vittorio Vezzetti, Consigliere e Delegato Nazionale Area Scientifica, il quale ha esposto le autorevoli fonti scientifiche che sostengono l'importanza della Bigenitorialità e, laddove la conflittualità non lo consente, dell'affido alternato.

Presenti Anche Fabio Nestola (FENBI) e altre associazioni e operatori della giustizia.

Crea qualche perplessità proprio la presenza di magistrati (ad esempio, quella della Dr.ssa Melita Cavallo, Presidente Tribunale minori di Roma) che intervengono liberamente sul processo di formazione legislativo. La Costituzione non lo prevede ("...i magistrati sono soggetti solo alla legge") e non lo prevede neanche il principio di separazione dei poteri dello Stato.

Ecco i contenuti della relazione che è già stata depositata nei giorni scorsi.

 

Onorevole Presidente, onorevoli Senatori, il progetto di legge 957 intende porre soluzione al grave problema della disapplicazione della legge 54/06.

In primo luogo, il Legislatore ha chiaramente previsto che ogni minore abbia diritto a godere di rapporti significativi e continuativi con ambedue i genitori anche dopo la separazione dei medesimi, ma la volontà dei tribunali di merito, sia quelli ordinari che quelli minorili, si è diretta immediatamente verso una sistematica sconfessione di quanto stabilito dal Parlamento. In particolare, secondo l'osservatorio nazionale ADIANTUM (che ha raccolto 1.020 sentenze da tutte le regioni italiane, coprendo quasi il 90% dei distretti di corte d’appello), oltre a riconoscere una concessione puramente formale/nominale dell'istituto dell'affido condiviso, quest'ultimo si è tradotto nella semplice individuazione di un genitore collocatario, con assegnazione all'altro genitore di “diritti di visita” (come se un figlio avesse bisogno di essere “visitato” da un genitore...) assolutamente in linea con quelli vigenti nel regime imperante (affidamento escusivo alla madre) ante 2006: 83% del tempo col genitore “collocatario” – figura non prevista nel dettato della legge e di invenzione giurisprudenziale - e 17% col genitore “ non collocatario”.

La ripartizione dei tempi muta a seconda dell'età dei minori: sotto gli undici anni diventa del 90% versus il 10. Tempi, il 17 e il 10%, assolutamente teorici e tutt'altro che garantiti stante la ben nota incapacità del sistema giudiziario a fare rispettare i propri provvedimenti e stante l'elasticità dell'interpretazione da parte dei magistrati: in pratica spesso abbiamo osservato che ripetizioni, corsi sportivi, catechismo, piazzati ad hoc nelle ore di spettanza del genitore non collocatario (talora persino azzerando i tempi a disposizione del minore per relazionare con questi) sono stati giustificazioni sufficienti a scongiurare condanne o provvedimenti sanzionatori per il genitore collocatario.

Nella pratica, si continua ad ammettere che la perdita di contatti con un genitore (quello non affidatario o, come si dice appunto oggi, non collocatario) sia un accettabile dazio che il minore doveva pagare alla separazione dei genitori. Non è superfluo far notare come questo sostanziale aggiramento della norma, oltre ad aver costituito, a nostro avviso, un gravissimo atto di ingerenza del Potere Giudiziario nel Potere Legislativo, sia stato osservato con sorprendente omogeneità e tempismo in tutti i tribunali della Repubblica. Paesi progrediti, dove l'istituto del divorzio è molto più datato che da noi, hanno cercato invece di ovviare a questo grave problema promuovendo l'affidamento condiviso con tempi il più possibile paritetici di frequentazione dei genitori; la correttezza scientifica e l'utilità di questo approccio sono state recentemente confermate da uno studio medico internazionale, validato statisticamente, sull'utilità del coinvolgimento paterno (ACTA PEDIATRICA 97,152-158, FEBBRAIO 2008, Sarkadi et al., Uppsala e Melbourne). Gli studiosi hanno analizzato retrospettivamente 24 studi svolti in 4 continenti diversi e con durate dai 10 ai 15 anni, concludendo che in 22 studi su 24 si è avuta l'evidenza (con p<0.005) degli effetti benefici derivanti dal coinvolgimento di ambedue le figure genitoriali. In particolare si è dimostrato che il coinvolgimento del padre migliora lo sviluppo cognitivo, riduce i problemi psicologici nelle giovani donne, diminuisce lo svantaggio economico e la delinquenza giovanile, riduce lo svantaggio economico nei ragazzi.

La conclusione degli studiosi, provenienti da Paesi dove, dopo la separazione coniugale, al genitore non collocatario viene riconosciuto un diritto di visita pari al 30-50% del totale (e non il 17% teorico come da noi) , è un appello alle autorità competenti affinchè amplino i diritti di visita del non collocatario. Questo studio medico, il più autorevole mai effettuato, pubblicato su una delle più importanti riviste internazionali dimostra l'attuale scorrettezza delle prassi giudiziarie italiane, la loro nocività per i minori coinvolti e la improcrastinabile necessità di modifiche importanti. In alcuni Paesi, poi, la priorità ricercata dal magistrato è ormai l’affido alternato. A distanza di anni i risultati si sono dimostrati ottimi: in Svezia ormai le separazioni giudiziali si sono ridotte a meno dell'1% del totale, non essendoci più dissidi sulle frequentazioni ed essendosi ridotte le dispute sul mantenimento dato il passaggio di fatto a un mantenimento diretto. I tribunali si sono liberati di un dannoso carico di lavoro, grazie alla circostanza che l’accordo di separazione si ottiene in prima udienza e la durata delle poche cause giudiziali è pari a circa sei mesi. In Belgio e Francia, dove si guarda con ammirazione alla Svezia e dove pure ormai il 24% dei minori vive secondo il regime di alternanza, gli studi su grandi numeri hanno dimostrato benefici notevoli. In particolare il rapporto Raschetti, presentato al parlamento transalpino e costituente il più ampio studio psicologico mai eseguito a livello mondiale, ha osservato che i tempi paritetici vanno bene anche per i lattanti (dovendosi solo regolare i tempi di alternanza) e che i bambini curati da un solo genitore, inoltre, sono meno socievoli e hanno minor sviluppo cognitivo.

L'affido alternato, a dimostrazione che i contesti socio culturali contano meno dei nostri schemi mentali, è la priorità perseguita dal giudice anche in Polinesia francese, nelle isole dell'Oceano indiano della Rèunion e di Mayotte, nella Guadalupa, nella Martinica e nella Guyana francese. Purtroppo in Italia, dove manca l'esperienza empirica dell'alternato, può ancora capitare di leggere che esso "può compromettere la crescita e provocare traumi in grado di evolvere verso patologie dissociative" (sic).

Non di rado i tribunali minorili, così come quelli ordinari, rifiutano il pernottamento dei figli al di sotto dei 3 anni presso il padre, o addirittura richiedono una consulenza tecnica di ufficio (CTU, pagata dalle parti) per verificare, con atto di chiara discriminazione per sesso, le “attitudini e capacità” del genitore maschio alla cura filiale. La illogica gravità di questa prassi si commenta da sola: in costanza di unione di coppia, un padre può occuparsi dei propri figli, cambiare pannolini, far loro da mangiare, lavarli e addormentarli (e tanto altro ancora), ma il giorno successivo alla separazione, e alla sua uscita dalla casa coniugale, le sue attitudini e le sue capacità di cura verso i figli, anche piccolissimi, decadono improvvisamente “per decreto”.

Nei motori di ricerca medico scientifica internazionali non esiste un solo lavoro che suffraghi con validazione statistica questa bizzarra teoria. Chi la sostiene è mosso da interessi di categoria e da motivazioni esclusivamente economiche. Anche le osservazioni psicologiche provenienti dall'estero sono quasi univoche nell'evidenziare gli effetti positivi e nel destituire di ogni valore le asserzioni dei detrattori del condiviso (vedi, oltre al Raschetti 2010, anche Solint 1980: “L’enfant vulnérable,rètrospective”, PUF-Paris Jacquin-Fabre 1993, in “Les parents, le divorce et l’enfant”,EST Paris di Guillaurme e Fugue M. K. Pruett, R. Ebling e G.M. Insabella 'Critical aspects of parenting plans for young children: Interjecting data into the debate about overnights', in Family Court Review, 42/1, pp. 39-59,2004). Rimanendo in Italia, anche il Prof. Canziani (tre volte presidente degli neuropsichiatri infantili italiani), trova nel complesso positiva l’esperienza dell’alternato (cfr. “I figli dei divorzi difficili”, Sellerio editore). I francesi (che hanno il divorzio dal 1789) sono arrivati a questa conclusione già da un pezzo e hanno la doppia residenza sulla carta d'identità dei figli di separati. Ancor prima vi sono arrivati gli svedesi (che conoscono il divorzio dal 1913).

La pariteticità dei tempi ha consentito anche di ridurre i contenziosi sugli assegni di mantenimento ed è esitata (come verificato dagli economisti statunitensi) in un maggior benessere per i figli: la possibilità di non mediare il contributo attraverso una persona con cui si è in conflitto e di cui - a torto o ragione - non si ha fiducia, induce infatti a non ridurre ai minimi termini il proprio supporto economico. Oggi la frustrazione dei genitori emarginati e la sperequazione di giudizio aumentano la conflittualità e l'esasperazione al punto che oltre 1000 persone vengono ferite e oltre 100 muoiono ogni anno in Italia in corso di separazione (più che a causa delle varie forme di criminalità organizzata messe assieme).

Altri punti meritevoli del ddl 957, a nostro avviso:

1 - l'introduzione, come situazione pregiudizievole, della Alienazione Genitoriale, intesa come condizionamento dei minori all'ostilità verso il genitore c.d. bersaglio, ossia quello non collocatario (da cui l'ulteriore indicazione ad eliminare questa figura). Poco conta che, a tutt'oggi, essa non sia inclusa (al pari di tante situazioni, come lo stalking o il mobbing o il plagio) nel DSM IV: molte istituzioni hanno già provveduto a includerla tra gli elementi negativi: in Liguria già dal 2004 essa è inclusa come elemento di violenza emotiva nelle linee guida sull'abuso dell'infanzia, mentre il Brasile ha appena promulgato (agosto 2010) una legge contro le condotte dei genitori che portano alla insorgenza della Alienazione Genitoriale. Anche a causa di quest’ultima 25.000 minori italiani (ISTAT 2008) perdono oggi il contatto con uno dei due genitori dopo la loro separazione.

2 - Il riconoscimento e il potenziamento della mediazione familiare (anche se l'attuale sperequazione di giudizio da parte dell'autorità giudiziaria continuerebbe, se non corretta, a provocare il persistere delle deludenti percentuali di riuscita dei percorsi di mediazione).

Ma i figli dei separati cosa ne pensano? Nello studio del prof. Fabricius (Fabricius W.,Hall Jeffrey, 2000 : “ Le percezioni dei giovani adulti sulle separazioni”, Family And Conciliation Courts Review, 38 (4): 446-461, 2000), lo studio più importante mai svolto sul tema, a specifica domanda 800 studenti del primo anno di Psicologia, figli di separati, ritenevano a posteriori che l'affido alternato sarebbe stato il migliore: la percentuale variava tra il 70% di chi non l'aveva provato, e il 93% di chi lo aveva potuto sperimentare. A dimostrazione che la stabilità degli affetti, una volta di più, vale più di quella del domicilio.

 

Vezzetti/Cardinale/Ciardiello


Fonte: Redazione

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Ci sono 12 commenti


00.03  di lunedĂŹ 25/07/2011
scritto da  Leonardo Russo
Sono papĂ  di un bimbo di 21 mesi e Vi ringrazio per ciĂČ che state facendo anche per me.

23.37  di domenica 24/07/2011
scritto da  Salvo-CT
ci auguriamo tutti..che si arrivi in tempi brevi..ad andare al voto in aula...buon lavoro.


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