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Parte il ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Adesioni fino al 30 Settembre 2011

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Parte il ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Adesioni fino al 30 Settembre 2011
Ricorso UE, adesioni fino al 30/9

05/09/2011 - 08.35

Dal 13 Luglio è possibile partecipare al ricorso che ADIANTUM intende presentare presso la Corte Europea di Giustizia, chiedendo di condannare lo Stato italiano relativamente a tutte le sfumature di malagiustizia familiare in cui vivono migliaia di famiglie nel nostro Paese.

Per aderire sarà sufficiente compilare il questionario di informazione personale ed anagrafica, scaricare il modulo di delega e spedirlo (o inviarlo via mail a segreteria@adiantum.it) presso lo studio legale dell'avv. Davide Romano - Via Principe Amedeo, 36  70121 BARI, Tel.080.5228875- Fax.0805222097, Responsabile dell'ufficio legale di ADIANTUM. 

Il termine per aderire è quello del prossimo 30 Settembre 2011. Prima di quella data agli aderenti verrà richiesta la documentazione a supporto del ricorso e l'invio della quota di 85,00 euro (entro il 5 Ottobre) per perfezionare l'adesione.

I 126 aderenti alla Class Action contro il Ministero della Giustizia che volessero partecipare anche al ricorso UE, dovranno inviare soltanto la documentazione supplementare (decreti, sentenze etc) eventualmente intervenuti tra Giugno 2010 e oggi e, entro il 5 Ottobre, il pagamento della quota.

L'opportunità del ricorso è rivolta a tutti coloro la cui vicenda familiare presenta le tipiche caratteristiche della malagiustizia familiare: disapplicazione delle leggi in vigore, negazione di giustizia, negligenza e/o colpa grave da parte del tribunale adito, adozioni senza reale stato di abbandono, affidamenti sospetti a terzi e/o a case famiglia, solo a titolo di esempio.  Per tutte queste (e altre) ipotesi, partecipare al ricorso è una concreta possibilità di riscatto morale ed economico. Non solo falso condiviso, pertanto, ma anche abusi di tribunali minorili e servizi sociali verranno portati davanti la Corte UE per inchiodare l'Italia di fronte le responsabilità di una intera classe dirigente - Magistratura e Politica, senza distinzioni - che nei confronti della Famiglia volta sempre le spalle.


Fonte: Redazione

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Ci sono 8 commenti


23.05  di venerdì 26/08/2011
scritto da  Roberto
Purtroppo ho perso la speranza. Il sistema è marcio e l´Europa non è la luce.
Sono vittima della malagiustizia familiare, delle vessazioni dei TdM e dei Serv. Sociali. Finalmente anche la mia ex l´ha capito ed è pronta a cambiare rotta, lottando accando a me. Per ora non ho abbastanza documenti validi per aderire (solo un decreto che ci costringe ad avere incontri "controllati" presso i SS, anche se assolutamente non necessati). Con gli avvocati stiamo cercando di toglierceli di dosso, lei ha capito gli errori. Sono al vostro fianco, quantomeno moralmente. Non molliamo, per i nostri figli

20.31  di mercoledì 27/07/2011
scritto da  Antonello1
Mi dispiace ma dissento da Giulio. Le regole ci sono e l´Italiano è uno solo, interpretabile quanto vuoi ma per il diritto ciò che conta è la volontà del legislatore. E questo i signori giudici lo sanno bene. Il principio dettato dal legislatore in tema di diritto di famiglia e cioè il principio della bigenitorialità e del mantenimento diretto è stato tradito totalmente dai magistrati, consapevolmente. Ciò che si è verificato e si sta verificando in Italia è una sorta di colpo di stato dove l´ordine della magistratura applica o meglio disapplica la legge 54/2006 come meglio crede sapendo di tradire la volontà del legislatore. Il problema sta nel fatto che la classe politica non ha la forza morale per contrastare questo sconfinamento. Dalle mie parti si dice che il più pulito ha la rogna. Questo per semplificare il concetto che ogniuno di loro ha qualcosa da nascondere e questo chiaramente non permette loro di affrontare la magistratura nel giusto modo per ricondurla entro le loro competenze. Le regole ci sono basta farle rispettare, ma chi della classe politica può permettersi di farlo?

10.08  di venerdì 22/07/2011
scritto da  a Carmelo da Giulio C.
Oltre alle questioni economiche c´Ã¨ l´ingiustizia manifesta del non rispetto delle norme.
Lo Stato Italiano è sordo e inerme in materia di diritto di famiglia. Non se parla neanche, di diritto di famiglia, nè in TV, nè sui giornali.
Penso invece che ad una corte europea si possano trovare soddisfazioni maggiori per il rispetto delle regole, la legalità e l´equità. Al contrario di Mazzini, che diffidava dello straniero per realizzare l´unità d´Italia, penso che oggi si debba proprio confidare nello "straniero" europeo, che interpreti in maniera insindacabile il diritto dei minori ad avere un rapporto equilibrato con i propri genitori, oltrechè il diritto dei genitori a potersi ricostruire una vita senza vessazioni economiche.
In Italia, dove "equilibrato" significa un week-end alterno, dove "genitore" è più sinonimo di "madre" che di "padre", l´interpretazione della norma è dettata dalla prassi, più che dallo Zingarelli. Vedremo in Europa, vedremo cosa pensano i togati europei, vedremo cosa ne pensano i togati mitteleuropei, magari luterani e calvinisti, e per questo più favorevoli ad una interpretazione letterale delle norme, e meno vicini alla prassi italica, alla tradizione dei tribunali.
Come avvenne con Martin Lutero, in merito al primato dei contenuti della Bibbia sulla tradizione "romana", si deve davvero aver fiducia in una riforma del diritto di famiglia che provenga da chi, contro la tradizione, ha storicamente contrapposto il contenuto alla prassi.
Allo stato attuale delle cose, per un padre che riceve dalla moglie la richiesta di separazione, inizia invece un processo che, per i modi, le sentenze, le prassi, la scontatezza e i protagonisti (CTU, psicologhe e compagnia cantante) molto ha a che fare con un tribunale della Sacra Inquisizione.
Un tempo c´erano i roghi delle streghe, scontatezza e pregiudizio guidavano il processo Inquisitorio dei domini-canes. Oggi c´Ã¨ la vessazione dei padri, scontatezza e e pregiudizio dettano le sentenze nel processo civile.





20.25  di giovedì 21/07/2011
scritto da  carmelo
si Pino ! Dobbiamo combattere fino alla fine perchè la devono smettere di torturare la nostra vita .Non possiamo andare in ferie ,non possiamo comprarci qualcosa per noi perchè noi padri purtroppo dobbiamo provvedere ad esosi mantenimenti .BASTA BASTA !

17.18  di giovedì 21/07/2011
scritto da  STEFANO
FINALMENTE CI SIAMO MOSSI ANCHE SU QUESTA STRADA! TUTTA PRONTA LA DOCUMENTAZIONE E PRONTA PER LA SPEDIZIONE!! GRAZIE ADIANTUM PER QUESTA ULTERIORE SPERANZA.


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