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Genitori che giustificate sempre vostri figli, preparatevi a dolore: l´avrete!

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Genitori che giustificate sempre vostri figli, preparatevi a dolore: l´avrete!
On. Alessandro Pagano

27/03/2011 - 16.50

Di Alessandro Pagano (Camera Deputati). Genitori che continuate a giustificare sempre i vostri figli, preparatevi ad una vita di dolore e sofferenza: l'avrete! Negli anni ’80, la polizia di Seattle (USA) distribuì nelle scuole ad uso dei genitori una sorta di prontuario educativo che elencava una serie di comportamenti che avrebbero reso i ragazzi dei delinquenti modello. Nonostante siano trascorsi trent’anni da allora, questo documento è sorprendentemente attuale. Ve lo voglio riproporre per una riflessione.

Dall’infanzia concedetegli tutto quanto vuole: crescerà pensando che il mondo gli debba tutto.

Se dice parole sconce, sboccate, ridete: si crederà furbo.

Non dategli alcuna formazione spirituale: caso mai quando avrà 18 anni farà lui la scelta.

Non proibitegli mai nulla. Potrebbe farsi dei complessi. E se più tardi verrà punito a scuola o dallo Stato crederà che è la società che lo perseguita.

Mettete in ordine ciò che ha lasciato in disordine: si convincerà che la responsabilità è sempre degli altri.

Lasciategli leggere tutto, vedere tutto, frequentare chi vuole, usare “canne” e alcol. Ma vestitelo bene in compenso: si convincerà che è l’apparenza che conta.

Litigate sempre in sua presenza. Quando divorzierete non ne sarà sorpreso.

Dategli tutto il denaro che chiede, non abbia a guadagnarselo. Non sarebbe bello che avesse le vostre stesse difficoltà.

Date soddisfacimento a tutte le sue richieste: potrebbe restare frustrato.

Prendete sempre le sue difese. Professori, amici, polizia sono sempre e solo cattivi nei confronti del vostro piccolo.

Quando diverrà un buono a nulla invocate il destino, i mali della società e quant’altro a voi lontano.

Preparatevi ad una vita di dolore e sofferenza: l’avrete.

A questo punto chiederei: voi genitori preferireste insegnanti severi ed esigenti ma dediti con passione e amore all’educazione dei loro allievi? O vorreste docenti disinteressati ai loro discenti e del tutto privi di autorevolezza e autorità ?

Sono certo che se questa domanda venisse sottoposta in un sondaggio ad un campione di genitori italiani, in linea teorica tutti risponderebbero che vorrebbero insegnanti con la "i" maiuscola, ma dalle cronache dei quotidiani sembrerebbe il contrario. Sempre più frequentemente assistiamo a conflitti tra genitori e docenti.

Questo “conflitto permanente” che sta lacerando il rapporto tra le famiglie e la scuola e che ha destabilizzato l’educazione delle giovani generazioni, non è che una ulteriore manifestazione di quel generale clima di conflittualità che sta devastando il tessuto sociale del nostro Paese.

L'altro giorno i quotidiani nazionali hanno narrato di cinque insegnanti del prestigioso liceo Parini di Milano, che dopo aver subito ripetuti insulti e offese da parte di alcuni genitori insoddisfatti dei voti e dei provvedimenti disciplinari ottenuti dai loro “cocchi”, hanno deciso di chiedere il trasferimento.

In Piemonte, invece, la punizione di un’insegnante elementare, che ha pulito simbolicamente la bocca di un allievo di 8 anni che bestemmiava ripetutamente in classe, è stata oggetto di accese polemiche da parte di una mamma che riteneva scarsamente importante per un bambino acquisire questo essenziale comportamento del vivere civile e sociale. Esempi come questo se ne possono raccontare a migliaia.

Sulla scorta di questa delegittimazione, i poveri insegnanti non sono più in grado di censurare la diseducazione o gli atti di bullismo degli adolescenti e di correggerne i comportamenti. Peggio ancora non possono più permettersi di attribuire voti realmente corrispondenti al loro grado di preparazione, perché tanti genitori sono ansiosi di dimostrare che i loro figli sono una sorta di scienziati incompresi e che sono vittime di docenti ingiusti e impreparati. 
Mi sa che stiamo investendo sul nulla e che ormai ci sono tutte le premesse perché in futuro la nostra società subisca un declino inarrestabile. 
Urge richiamare alla responsabilità i padri e le madri italiane, ed io conosco solo un modo: dare per legge più potere agli insegnanti.

In un articolo del Corriere della Sera, il prof. Francesco Alberoni scriveva al riguardo: “L’arroganza, la maleducazione, il disprezzo con cui spesso gli studenti trattano gli insegnanti, con la connivenza di genitori sempre pronti a difenderli, è vergognoso. E sono inutili le chiacchiere in nome della democrazia e della partecipazione. L’insegnamento non è democratico! Esso è fondato sulla separazione fra chi sa e chi non sa, fra chi insegna e chi impara, fra chi indica i valori e i comportamenti corretti e chi li deve apprendere. Troppi bambini crescono viziati e capricciosi, troppi adolescenti ignoranti e violenti, convinti che tutto sia lecito" per colpa di una colpevole asseveranza.

Se non si comincia da qui, cioè dalla prima “agenzia educativa” con la quale bambini e ragazzi entrano in contatto, come si può pretendere che in futuro essi possano rispettare le forze dell’ordine, le leggi o i più deboli ?

In Italia, come dappertutto, molti ragazzi hanno la fortuna di disporre di innumerevoli “talenti”, sia di carattere personale (intelligenza, creatività), sia di carattere materiale messi a loro disposizione dalle proprie famiglie.

Tuttavia, come nella parabola evangelica dei talenti, essi sono tenuti, secondo le loro capacità e possibilità, a metterli in atto e ad accrescerli giorno dopo giorno, non a sperperarli con le complicità dei genitori. Al loro fianco ci sono gli insegnanti, pronti ad aiutarli ad usare al meglio i loro talenti, ma anche a riprenderli quando commettono errori. La scuola, dalla notte dei tempi, ha funzionato sempre con il rispetto di questo tacito e naturale patto con le famiglie. Ritornare, anche con legge, a queste antiche saggezze sarà elemento di riflessione.

 

Alessandro Pagano

Camera dei Deputati


Fonte: cinquew.it

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Ci sono 61 commenti


08:35  di domenica 04/02/2018
scritto da  Daniela
Sono pienamente d´accordo ! Gli insegnanti vanno rispettati, a prescindere dal loro metodo discutibile o meno, di studio. Gli alunni sono tenuti a rispettare le leggi della civilta´, dell´educazione, del rispetto verso un superiore e se trasgrediscono, devono avere una giusta punizione . Basta buonismo, falsa democrazia lesiva! I genitori devono comprendere che i figli non sono sempre nel giusto e se commettono atti di bullismo sia verso i propri compagni che verso gli insegnanti, questi ragazzi devono essere rimessi in riga seriamente, sia da parte dei genitori che da parte degli insegnanti. Altrimentisi lascia passare il pericolo messaggio che chi è onesto e più debole debba essere sempre escluso dalla società. La scuola difronte a tali atti di cattiveria da parte degli alunni dovrebbe prendere seri provvedimenti e avere la funzione di un riformatorio. Troppo permissivismo lesivo porterà ad una società corrotta con mentalità mafiosa. Io voglio che si risolva tutto o quasi, attraverso la rigidità , il rigore, il ritorno o ai valori fondamentali, alle giuste punizioni, ma non delle semplici note sul registro che servono a poco... bensì un riappropriarsi di dignità che i poveri insegnanti , messi a dura prova, stanno perdendo. Non dovete avere più paura ! Anzi, se siete minacciati da alunni e genitori, chiamate le Forze dell´Ordine anche se pensate che serva a poco, intanto è importante essere severi decisi, camminando a testa alta. Consiglio a tutti gli insegnanti di essere compatti tra di loro , creando un´alleanza per non sentirsi soli. l´Unione fa la FORZA ! W IL RISPETTO E LA DETERMINAZIONE. SOLO COSÌ SI SCONFIGGERA´ LA PAURA !

23:08  di domenica 07/08/2016
scritto da  Guy Debord
I primi a fare queste lezioncine da 1800 sono proprio i "discoli" che il tipo qui critica. Se si va per assoluti, possiamo dire tutto ed il contrario di tutto. Non si cresceranno monelli ma mafiosetti sì, perchè vorranno riprodurre modelli rigidi delegando e gestendo gli altri come oggetti funzionali (il loro stesso paesaggio di formazione).

21:27  di domenica 07/08/2016
scritto da  Milena
Condivido quanto scritto da Emanuele, eravamo tutti una famiglia mentre adesso se dici a un genitore quello che ha fatto il figlio, non ti guardando più in faccia...è capitato a mio figlio una brutta faccenda con un compagno di classe e nonostante avesse torto marcio, sua mamma gli ha pure detto di aver fatto bene...sempre la stessa mamma addirittura ha fatto litigare le maestre per dei pettegolezzi, addirittura una delle due ha detto all´altra di non permettersi più di sgridare un suo alunno perché lei non era la sua insegnante....e potrei scriverne ancora atante....ma dov´è la bella educazione di una volta, il rispetto dell´altro...non lo so più, spero che i miei figli riescano a crescere sani in questa giungla di maleducati....

19:49  di sabato 06/08/2016
scritto da  Emanuele
la scuola come la amiglia è! una agenzia educativa,è una continuazione,come lo è la società degli adulti in genere che dovremmo con l´esempio educare i nostri ragazzi.un tempo quando si giocava per strada nei quartieri gli adulti anche se non erano i tuoi genitori,svolgevano un ruolo pedagogico e se vedevano un bambino che si comportava male o mancava di rispetto veniva subito ammonito e segnalato ai genitori .oggi:fatti i ķa ...tuoi.secondo me stiamo vivendo un processo evolutivo all´inverso.se da un lato siamo cresciuti da un punto di vista tecnologico dall´ altra ci stiamo impoverendo nella nostra interiorità e valori che sono alla base di una società sana.

13:29  di sabato 06/08/2016
scritto da  Chicca
Bellissimo articolo....e´capitato ultimamente a mia figlia di essere stata vittima di bullismo e quando la sua insegnate ha rispreso le bambine, confermato il tutto da una bambina del "branco",e le rispettiva mamme, quest´ultime hanno sminuito l´accaduto dicendo che la mia bambina aveva ingigantito il tutto, e hanno giustificato il tutto....


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