Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

La storia del maresciallo Adornato sta attraversando il web - lo abbiamo intervistato

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


La storia del maresciallo Adornato sta attraversando il web - lo abbiamo intervistato
Il maresciallo Fabrizio Adornato

17/03/2011 - 12.51

Di Fabio Nestola. Rimbalza tra blog, siti e socialnetwork l’incredibile vicenda del carabiniere che vuole lasciarsi morire a causa delle ingiustizie subite. Un genitore che dopo la separazione non può più essere padre, la violenza più atroce che si possa immaginare, tanto macroscopica da non essere riconosciuta.

Le istituzioni infatti considerano “normale” la lacerazione delle relazioni padre-figlia: è normale che Fabrizio possa vedere la figlia G. solo nei ritagli di tempo, è normale che G. possa rifiutarlo, è normale che subisca l’influenza di chi la vuole complice nell’annientamento del padre, è normale che nessuno riconosca il condizionamento e la manipolazione sulla bambina, è normale che Fabrizio venga relegato sotto la soglia minima di dignità emotiva, economica, sociale.

La lotta impari del Davide-Fabrizio contro il Golia-Sistema cozza contro il muro di gomma della burocrazia, contro l’ignavia di troppi operatori preoccupati di essere in regola con bolli e firme piuttosto che calarsi nella realtà, piuttosto che cercare di capire se i provvedimenti siano effettivamente a garanzia del superiore interesse della minore.

Problema antico, quello del superiore interesse del minore: in tanti se ne riempiono la bocca, poi in realtà è un principio astratto che viene invocato per avallare le decisioni più assurde e contraddittorie, per giustificare le esigenze di tutti, ma proprio di tutti, tranne che del minore.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Adornato, che in una intervista esclusiva rivela i retroscena più intimi dell’intera vicenda.

 

D - sei a Roma dal 7 marzo per uno sciopero della fame ad oltranza, cosa speri di ottenere?

R - Giustizia, niente di più e niente di meno. Sembra assurdo che per avere giustizia un padre debba ricorrere al gesto eclatante, siamo abituati a pensare che la giustizia si ottenga in Tribunale. Non è così, ho imparato sulla mia pelle che nulla è come ho creduto per anni.

 

D - sei un Carabiniere, oltretutto graduato, un Maresciallo Capo dell’Arma

R - esatto, e questo rende ancora più assurdo il mio gesto di protesta. Ho servito per anni la giustizia, ne ho fatto il pilastro della mia vita privata e professionale; piazze difficili, da Milano a Napoli passando per Pavia, Genova, Vicenza….

Momenti delicati, operazioni nei campi più diversi: prostituzione, stupefacenti, omicidi, malavita organizzata…. Mai per un solo momento ha vacillato la mia convinzione di servire uno Stato di Diritto, mai ha vacillato la necessità di infondere in ogni cittadina e cittadino una profonda fiducia nel rivolgersi alle istituzioni. Vacilla ora, e questo è grave

 

D - ti chiedi se è giusto ciò che hai fatto nella tua vita?

R - Questo mai. Ero convinto – e lo sono tuttora – della necessità di una giustizia efficiente, in grado di dare alla cittadinanza la sicurezza e soprattutto l’imparzialità delle quali la cittadinanza stessa ha bisogno. Il problema nasce quando le legittime aspettative di imparzialità vengono disattese, fatte a pezzi da provvedimenti discriminanti, assurdi, surreali omissioni. Quando c’era da servire la giustizia l’ho fatto, con profonda dedizione, per anni. Quando sono stato io a rivolgermi alla giustizia, ho ricevuto in cambio la distruzione del mio ruolo paterno.

 

D - puoi spiegare meglio?

R - La delegittimazione del padre, una distruzione lenta, tante piccole tessere che vanno a comporre un mosaico devastante. Ma, aspetto ancora più insostenibile, è una distruzione perfettamente legale.

 

D - Parole forti… perché sei così critico nei confronti della giustizia?

R - Vedi, nel mio lavoro sapevo chi era il “nemico”. C’è chi viola la legge e chi deve farla rispettare, i ruoli sono ben definiti. Da padre non so più da chi devo difendermi, le decisioni più penalizzanti arrivano dalle persone alle quali mi sono rivolto per chiedere aiuto. In fondo nessuno considera importante che io mi occupi di mia figlia, la segua nel processo di crescita, le trasmetta i miei valori ed il mio amore…Il ruolo che mi assegnano è quello di garantirle la sicurezza economica, a crescerla ci penserà qualcun altro. Si rischia di impazzire. Se non posso avere fiducia nei Tribunali, in chi posso averla?

 

D - la situazione si protrae da tempo, sul tuo blog www.eremita65.blogspot.com ci sono informazioni e documenti a non finire. C’è stato un episodio in particolare che ti ha spinto ad iniziare lo sciopero della fame?

R - Stringo i denti da tanto tempo, posso sopportare di essere ridotto in miseria, di non poter ricostruire una mia vita privata, di essere costretto a trasferte lunghe e costose per incontrare mia figlia… l’unica cosa che non posso sopportare sono gli ostacoli posti fra lei e me. Ero in macchina con G., dovevamo passare la giornata insieme. Mi chiede di passare da casa per prendere i libri necessari ai compiti del pomeriggio. Era felice, serena, entusiasta e sorridente come sempre quando è con me. Entra in casa e rimango fuori ad aspettarla. Non esce subito, trascorrono i minuti. Torna in macchina, l’espressione è cambiata. Mi dice di non poter venire, ha un impegno “che aveva dimenticato”. E’ una scusa, si vede lontano un miglio: è imbarazzata, distoglie lo sguardo, forse si sente anche in colpa, povero amore mio. Si apre la porta, la madre si affaccia: “Allora, ti sbrighi?”. Allora capisco subito, è già successo tante altre volte..

 

D - perché questa strategia?

R - Temo che la madre sappia amare solo attraverso il possesso. Non è nostra figlia, è sua figlia. Credo che viva male il fatto che G. possa volere bene anche al padre, è sua proprietà esclusiva e deve amare solo lei, la condiziona, vorrebbe farne una complice nel suo progetto di distruzione paterna. Questo episodio, ultimo di una lunga serie, non l’ho potuto sopportare, la classica goccia che fa traboccare un vaso fin troppo colmo: è quel giorno che ho raccolto due cose e sono partito per Roma.

Questa situazione mi uccide lentamente, o cambia o esco dall’ombra della disperazione e la mia fine diventa pubblica.


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia č stata letta 13701 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Di ALESSIO CARDINALE* - Sono trascorsi ormai più di dodici anni dalla entrata in vigore della legge n....

15/09/2018 - 00:53
Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

È quanto riportano le agenzie: dall’inizio dell’anno sono 16 le donne sospese dal...

12/03/2018 - 11:09
Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante...

09/08/2017 - 07:09
Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Oh, ecco com’è stata recepita dal Ministro la vibrante protesta AIAF.....Il MIUR riconosce che...

02/05/2017 - 13:34
AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola

Non si placa il polverone sul tribunale di Brindisi, colpevole di emanare delle linee guida senza...

26/03/2017 - 19:19
AIAF, guerra o pace? - di Fabio Nestola


Le Notizie piů Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 18 commenti


18.29  di mercoledì 23/03/2011
scritto da  Paolo B.
L´ ultima risposta sembra che sia anche scritta dentro di me.
Sono con te, solo le persone che vivono con il distacco forzato dai propri figli possono veramente capire.
Mi auguro con tutto il cuore che tu riesca a risolvere una buona parte dei problemi.
Ciao

09.11  di martedì 22/03/2011
scritto da  Stefano G
sei un EROE

qualsiasi cosa succederĂ  e ti succederĂ , tua figlia lo saprĂ  e ti amerĂ  all´infinito, e sputerĂ  in faccia alla madre come si merita

resisti, resisti, resisti, non sei solo, ce la farai e ce la faremo

15.48  di sabato 19/03/2011
scritto da  Pino FALVELLI
I commenti dimostrano come le storie dei padri separati sono quasi tutte simili. Ci sono, poi, tanti appartenenti alle Forze dell´ Ordine, come lo scrivente, che diventano facile "bersaglio" di gente FURBA ED IN MALAFEDE. E´ innegabile che indossare una "divisa" in certe situazioni diventa un fatto ALTAMENTE PENALIZZANTE per ovvi motivi. In un Paese che si ritiene civile, quale dovrebbe essere il nostro, le Istituzioni non dovrebbero consentire che ciò avvenga. Abbiamo appena festeggiato i 150 anni dell´ unitĂ  d´ Italia e mi chiedo:- "Ma noi servitori dello Stato facciamo parte di questa Repubblica ?" ; - " Perchè le Istituzioni ci abbandonano, lasciandoci soli contro tutti ?" - " Perchè, noi non abbiamo diritto ad avere giustizia, come tutti gli altri cittadini italiani e, soprattutto, come le nostre ex consorti ? ". Vorrei tanto rivolgere tali domande al Nostro Presidente della Repubblica.-

07.12  di sabato 19/03/2011
scritto da  luca da vicenza
Fabrizio hai tutta la mia solidarietĂ  anche se il farti male da solo ,perchè questo stai facendo,è inutile e controproducente.è il sistema che bisogna combattere e lo si vince se ci uniamo e andiamo in parlamento a far valere i nostri diritti e quelli dei nostri figli.C´Ă¨ una lobby che ha tutto e dico tutto l´interesse a che le cose restino cosi scioperi della fame e gesti eclatanti li lasciano indifferenti.va a guardarti la composizione della commissione parlamentare per l´infanzia e l´adolescenza :26 donne e 14 maschietti .La presidente la mussolini è una femminista al 100% ,la vice la signora CARLUCCI ........
Considera il businnes delle false denunce per maltrattamenti in occasione delle separazioni (i costi per il maschietto si raddoppiano)creato ad arte per eliminare la possibilitĂ  dell´affido condiviso.un abbraccio Luca

01.26  di sabato 19/03/2011
scritto da  massimo
In fondo alla notizia c´Ă¨ scritto: "Notizia letta 500 volte " !!!
Allora perchè Fabrizio è li da solo, perchè non andiamo tutti a trovarlo, perchè deve apparire come un folle quando un folle non è, perchè non creiamo un movimento di sostegno a lui, a Fabrizio. Stiamo tutti in finestra ( me compreso ) ad incoraggiarlo, forse a chiederci dove arriverà, qualcuno vorrebbe avere il suo coraggio, qualcuno pensa tanto non serve a niente, insieme a lui migliaia di padri soffrono. Migliaia di figli vengono privati della loro stessa metà. Adiantum aiutaci ad aiutare Fabrizio e tutti noi..... Ora.


1 - 2 - 3 - 4


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti č unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitŕ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584