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Cassazione: il genitore accusato di violenza sui bambini rimane fuori casa

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Cassazione: il genitore accusato di violenza sui bambini rimane fuori casa

15/01/2011 - 23.42

Nel nome del supremo interesse del minore, in Italia, tutto è possibile. Persino affievolire le garanzie costituzionali e democratiche. Può accadere, così, che un genitore semplicemente accusato dall'altro - anche senza alcun riscontro - di maltrattamenti o violenze sui propri figli, debba rimanere fuori da casa affinchè si controlli quanto siano fondate le accuse formulate a suo carico (sentenza n. 552/11 della sesta sezione penale della Cassazione).

E' un clamoroso passo indietro rispetto alla presunzione d'innocenza, perchè impone una cautela (formalmente ineccepibile) che però ha conseguenze estreme sull'esercizio della genitorialità dell'accusato, il quale evidentemente non potrà vedere i figli. Se questo elemento, poi, viene comparato con la frequenza delle false accuse in fase di separazione (80 - 90% del totale), la sentenza della Cassazione appare inopportuna e pericolosa. Come tante altre, del resto.

Nel dettaglio, Il marito indagato per maltrattamenti in famiglia e obbligato a lasciare la casa coniugale non può rientrarvi soltanto perché dall’inchiesta emerge che in famiglia c’è la guerra, con lui e lei che si combattono senza esclusione di colpi. L’ordinanza che annulla la misura coercitiva nei confronti del coniuge-genitore accusato del reato di cui all’articolo 572 Cp non può infatti essere confermata laddove non risulta verificata la gravità indiziaria di quei fatti ipotizzati a carico dell’indagato che, secondo i pm, sono stati commessi nei confronti dei figli. Il provvedimento in questo caso va annullato limitatamente a questi ultimi reati e rinviato al Tribunale per un nuovo esame. La misura coercitiva disposta contro il marito-padre sospettato di violenze contro i familiari è annullata dal Riesame sul solo rilievo che i coniugi sono divisi da «una patente conflittualità». Attenzione, però: gli aspetti che legittimano o meno l’adozione del provvedimento devono essere riferiti a tutte le persone che sono coinvolte in senso attivo e passivo nei fatti ascritti all’indagato; vale a dire che se sono ipotizzati reati anche nei confronti dei figli il Riesame non può annullare l’allontanamento dalla casa familiare senza controllare quanto siano fondate le accuse formulate a carico del padre per fatti in danno della prole di minore età.

E proprio in questo dettaglio si annida la possibilità di una interruzione dannosa della genitorialità in caso di false accuse. Le attività di verifica. infatti possono richiedere tempi anche molto lunghi, durante i quali i bambini verranno privati del genitore incolpevole, per convivere in realtà proprio con quello che ne ha causato la deprivazione. Ma questo aspetto, grazie ad una recente sentenza del tutto "propedeutica" a quella di cui trattiamo, è già stato disciplinato nel senso di concedere comunque il condiviso anche al genitore che calunnia gravemente l'altro.

Tutto chiaro, no ?


Fonte: Redazione, liberamente tratto da cassazione.net

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Ci sono 3 commenti


11.41  di lunedì 17/01/2011
scritto da  Sergio
dunque....dunque....
Io ho a mio carico una denuncia per maltrattamento di minori fatta a dicembre 2008 (e non so ancora oggi di che cosa si tratta)quindi dovrei stare fuori da casa mia??? Tanto mi hanno giĂ  sbattuto fuori casa a febbraio 2008 grazie al tribunale di Torino che come al solito senza guardarti in faccia da ragione alle ex-mogli.
Ai primi di marzo però sarò finalmente in tribunale sez penale per rispondere a tale denuncia (notare dic 2008 e udienza a marzo 2011)nonostante il gip avesse chiesto l´archiviazione, probabilmente non ci sono le basi per una condanna ma la "santa mamma" si opposta all´archiviazione, megliò così, così saprò finalmente quali maltrattamenti ho fatto ai miei figli!

09.18  di domenica 16/01/2011
scritto da  Massimo Rosini
Quando c´Ă¨ un´accusa di violenza si deve aprire la porta di una cella di prigione. Gli accertamenti devono essere rapidi massimo un mese, e se la violenza è provata il violento vada in galera e quando uscirĂ  sarĂ  privato della potestĂ  genitoriale A VITA! ALTRETTANTO si dovrebbe fare in caso di calunnia: se chi lancia le accuse non le prova dovrebbe finire in galera ed essere privato della potestĂ  genitoriale A VITA. ALTRO CHE AFFIDO CONDIVISO!

01.29  di domenica 16/01/2011
scritto da  Alessandro MB

Succede anche di peggio, ricordo ancora una volta il clamoroso caso di un signore di Reggio Emilia. Chi si vuole fare del male da solo e soffrire un po per quello che succede e ci circonda vada a vedere questi filmati: http://www.padri.it/tv_dei_padri_canale1.htm Rendiamoci conto, non è un film, è la realtà. Poi ci chiediamo se in Italia esiste la giustizia?



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