Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

I padri di oggi, a tratti sconosciuti eppure evidenti tra di noi - di Federico Olivo

Area Cultura


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


I padri di oggi, a tratti sconosciuti eppure evidenti tra di noi - di Federico Olivo

27/12/2010 - 00.20

Hanno iniziato gli psicologi, poi i sociologi, ora anche qualche politico inizia a porsi domande su cosa farsene dei papà che, nonostante tutto, non si sono ancora estinti, ma anzi si sono trasformati. Chi sono questi papà, da dove vengono e cosa vogliono ?

Quella di oggi viene da molti definita la “Società senza padri”, dove per oggi si intende il periodo di tempo che va dagli anni ’70 a questa parte e per società quella occidentale. Le origini del tramonto della figura paterna autoritaria, incontestabile, che dettava le regole da tramandare, viene fatta risalire alla fine degli anni ’60 con l’inizio della contestazione studentesca che ha messo in discussione tutto e tutti, ma quasi sicuramente trae origine dai cambiamenti sociali che sono iniziati nel secondo dopoguerra attraverso una crescente emancipazione femminile e con il boom economico dell’occidente che aveva già rivoluzionato tempi e ruoli dei nostri nonni quando erano ancora genitori.

Negli ultimi decenni ci siamo rivolti all’altro lato della medaglia e ci siamo convinti che se il modello paterno non era corretto allora doveva esserlo quello materno. Oggi forse è evidente a tutti che qualche errore di valutazione l’abbiamo fatto ed è tempo di iniziare a discutere di nuovo su come essere padri.

Non intendo con questo promuovere altri studi sulla paternità. Ne sono già stati fatti di autorevoli in passato che ci hanno già dimostrato quali sono stati gli effetti e i danni derivati dall’aver rinnegata e rimossa in toto la figura paterna, né, secondo me, è tempo di cercare di capire qual è il nuovo modello che i papà di oggi dovrebbero adottare.

Quando dico “iniziare a parlare di paternità” intendo proprio l’azione del comunicare, del parlarci tra di noi, uomini e donne, per svelare e condividere quello che in fondo già sappiamo, per discutere su valori positivi che bisogna recuperare dal vecchio modello di genitore paterno e quali aspetti sviluppare e rafforzare dopo l’esperienza che abbiamo acquisito quando abbiamo provato l’ebbrezza del lato materno dell’agire educativo.

Gli aspetti negativi di una figura paterna, schiacciante ed irraggiungibile, li conosciamo già ed è improponibile auspicare o temere un loro ritorno. Però è senz’altro possibile volgere lo sguardo a quei papà di oggi che sembrano aver trovato una sintesi tra il vecchio e tradizionale ruolo paterno, quello rigido ed autoritario e quello più morbido ed autorevole; quei papà che hanno saputo coniugare la necessità di trasmettere le regole e la capacità di essere d’esempio forte per i propri figli, con i valori tradizionalmente associati alla sfera femminile dell’emotività e delle manifestazioni affettive.

Iniziamo a parlare di questo nuovo modo di essere padri e facciamolo con i nostri familiari, con gli amici; che diventi un sano discorso da bar dove sia possibile parlare di tutti gli aspetti legati alla vita dei nostri figli senza per questo dovercene vergognare anche perché è possibile finalmente farlo “dal punto di vista dei papà”.

Le mamme e le donne non dovrebbero temere, per questo, un tentativo di restaurazione di vecchi privilegi di cui sono state vittime negli ultimi millenni, ma anzi dovrebbero facilitare e promuovere questa presa di coscienza dei papà di oggi perché questo nuovo modello di paternità che già esiste, che è già presente tra noi, ha come sottinteso un rapporto di coppia migliore e più “vantaggioso” soprattutto per le donne. Un padre che da subito è partecipe e presente nella vita dei propri figli è anche un marito e un compagno di vita che è pronto a farsi carico di tutte gli altri aspetti della vita della propria famiglia, compresi quelli della cura della casa ed è anche pronto a rispettare i bisogni di spazio e di libertà delle mamme.

E’ ovvio che se oggi ci sono papà disposti a fare un passo in avanti verso la propria famiglia, è indispensabile che le mamme permettano tutto ciò, iniziando a delegare ai papà anche quelle attività e in quegli ambiti che fino ad ora sono stati considerati monopolio della maternità.

Ci sono moltissimi studi che dimostrano che già nei primissimi giorni di vita dei bambini, la presenza attiva e compartecipe degli uomini, ha ricadute positive sul benessere dei figli sia nell’immediato sia, e soprattutto, nel lungo periodo.

Parlare e promuovere questo nuovo modello di padre autorevole ed affettuoso allo stesso tempo, produrrà dei vantaggi a breve e lungo termine sia per le mamme che per i papà, ma soprattutto per i nostri figli.


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia Ŕ stata letta 4999 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Telefono Rosa Piemonte e i dati farlocchi sulla violenza di genere (maschile)

di FABIO NESTOLA - Passato l’8 marzo, come da copione, saltano fuori numeri terrificanti sulla violenza domestica. L’allarme,...
09/03/2017 - 19:17
Telefono Rosa Piemonte e i dati farlocchi sulla violenza di genere (maschile)

Il contrasto alla violenza va agito senza fare distinzioni di genere

La scelta di due Comuni, come quelli di Ardea e Pomezia, di avviare un percorso unitario contro la violenza, è sicuramente una...
23/11/2016 - 00:39
Il contrasto alla violenza va agito senza fare distinzioni di genere

Niente Ŕ come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali

Accade spesso, in una coppia di nazionalità mista, che uno dei due genitori venga allontanato dai propri figli senza un ragionevole...
20/08/2015 - 15:15
Niente Ŕ come te, di Sara Rattaro. Un libro sulle sottrazioni internazionali

Il Soffio di Un Bambino, di Carlo Ioppoli. Presentazione a Roma 3

Dopo una pletora di testi mediocri e autocelebrativi (miseramente falliti al botteghino), in cui sedicenti adulti si sono...
19/02/2015 - 19.18
Il Soffio di Un Bambino, di Carlo Ioppoli. Presentazione a Roma 3

Selfie-mania, gli studi Ad Minchiam degli atenei USA contro gli uomini

di FABIO NESTOLA. Secondo i ricercatori della Ohio State University ragazzi, giovani adulti e uomini che si fanno troppi selfie...
11/01/2015 - 18.47
Selfie-mania, gli studi Ad Minchiam degli atenei USA contro gli uomini

Il Femminismo del Gender e le istituzioni internazionali. di Silvio Altarelli

Non è raro leggere sulla stampa che l’ONU sarebbe contro il condiviso, oppure che l’ONU adotti un'atteggiamento...
09/02/2014 - 17.03
Il Femminismo del Gender e le istituzioni internazionali. di Silvio Altarelli


Le Notizie pi¨ Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 3 commenti


19.50  di marted├Č 28/12/2010
scritto da  pino
Cambiando le esigenze di realizzazione delle madri, tanto pubblicizzate e sponsorizzate, ├Ę ovvio che i pap├á abbiano douto adeguarsi al ruolo accanto ai propri figli, lasciato vuoto dall´evolversi del ruolo femminile. Questo per impedire o limitare al massimo il tempo che i bambini trascorrano con figure estranee alla sfera genitoriale. Tutto bene sino al momento in cui non ci si separa. Nel momento in cui aviene una separazione, le stesse madri cercano in modo quasi sempre subdolo di estromettere la figura paterna dal ruolo che gli compete. Da allora in poi nascono infiniti problemi perch├Ę si aziona un meccanismo perverso a totale vantaggio della figura femminile. I pap├á sono esclusi dalla vita dei propri figli con la complicit├á collaudata ed a tratti ingiusta del sistema giudiziariuo. Ibambini, nei casi pi├╣ gravi sono costretti a fare a meno dei pap├á nonostante le leggi e solo perch├Ę tra le istituzioni ├Ę maccanizzata la convinzione che le stesse madri emancipate debbano essere trattate alla stregua delle mamme chioccia di un tempo. I figli soffrono terribilmente la mancanza del vero padre ed il meccanismo invece di ripristinarne il ruolo, cerca cavilli e scappatoie per "giustificare" le scorrettezze delle ex mogli, dimenticandosi totalmente o quasi dei figli e di cosa ├Ę per loro davvero importante. Conclusione : i padri sono buoni solo se la famiglia ├Ę unita.

19.34  di luned├Č 27/12/2010
scritto da  giosinoi
Le donne intendono comandare e vivere nel libertinaggio. Quasi nessuna ├Ę veramente interessata a i figli, e da qui nasce il vero volto del problema, dopo averli parcheggiati, naturalmente.
Troppo comodo parassitare, non nasce l´interesse a rimuovere la situazione incostituzionale, non sono stupide ma competititive ed aggressive.
Legni storti non si raddrizzano, dobbiamo aspettare la prossima generazione e tagliare i viveri ed i diritti, a partire dal matrimonio.
Lo facciamo per i nostri figli sequestrati da una estranea disturbata!

12.11  di luned├Č 27/12/2010
scritto da  on.line
E´ una delle pi├╣ lucide considerazioni su ci├▓ che ├Ę opportuno fare per ridare alla figura paterna il proprio ruolo, da molti negato. Bravo Federico Olivo!


1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti Ŕ unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitÓ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2021 - Codice Fiscale: 97611760584