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Parlamento UE, on. Antinoro presenta interrogazione sulla legge 54

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Parlamento UE, on. Antinoro presenta interrogazione sulla legge 54

11/11/2010 - 20.31

Da Bruxelles, Maria Elena Oddo*. La legge sul cosiddetto Affido Condiviso (L. 54/2006) aveva capovolto, sul piano normativo, il precedente assetto normativo in materia di affido dei minori, consentendo a entrambi i genitori di provvedere con pari dignità alla cura, alla custodia, al mantenimento e all´istruzione dei figli.

Quattro anni dopo la sua entrata in vigore, le denuncie e le segnalazioni sulla difformità di applicazione della legge sono numerose e documentate costantemente sia dagli organi di stampa nazionali che dalle associazioni che operano in quest´ambito.

Il principio di Bigenitorialità, sulla carta garantito dalla L. 54/2006, viene spesso negato dai Tribunali italiani che, nella maggioranza dei casi, concedono solo formalmente l’affidamento condiviso. La giurisprudenza, infatti, è ricca di casi in cui il giudice competente ha attribuito contenuti del tutto simili a quelli dell´Affidamento esclusivo e ha introdotto istituti non previsti dal Legislatore, quali quello del "genitore convivente", "collocatario prevalente" o "domiciliatario prevalente". La Magistratura ha riproposto così l´antico modello del genitore affidatario esclusivo, spingendosi verso uno svuotamento giuridico che, di fatto, aggira l´obiettivo del Legislatore.

Lo scorso 15 ottobre 2010, il Ministero di Giustizia e il CSM, ampiamente informati della disapplicazione della normativa vigente, hanno ricevuto una formale diffida da parte di ADIANTUM.

Oggi, la questione approda anche in Europa, grazie ad Antonello Antinoro (PID /PPE), che ha depositato un´interrogazione parlamentare allo scopo di portare all´attenzione del Parlamento europeo una problematica che ha ripercussioni affettive, sociali e psicologiche molto gravi e viola i diritti dei genitori e dei figli.

L´On. Antinoro, con la partecipazione di altri Deputati del PPE[1], ha portato l´attenzione su un problema che non può essere più  rimandato, alla luce del fatto che, sebbene il diritto di famiglia resti di competenza degli Stati Membri, con l´entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009) la Carta dei Diritti Fondamentali dell´Unione europea è diventata giuridicamente vincolante per gli Stati membri.

In particolar modo, all´articolo 24 della Carta si afferma che «il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse».

Inoltre, tutt´oggi nei tribunali italiani si osserva l’applicazione sistematica dell´assegno di mantenimento, in luogo del mantenimento diretto della prole, anche nei casi di parità di reddito dei coniugi, nonostante l´art. 155, comma 4, definisca il mantenimento diretto, mediante assegno, come un sistema residuale a cui ricorrere solo in caso di sproporzione tra i due redditi.

Da tutto ciò, secondo Antinoro, “ne consegue che i genitori esclusi e gravati dalla disapplicazione della legge non possano svolgere con serenità e continuità il proprio ruolo, generando gravi ripercussioni sia sui minori coinvolti che sull´intera comunità”.

 

Ecco il testo completo dell’interrogazione:

"In Italia, la legge 54/2006 (c.d. Affido condiviso) è stata al centro di svariate segnalazioni da parte di cittadini che ne hanno denunciato e documentato l´effettiva disapplicazione. In numerosi casi il Diritto di Bigenitorialità è stato negato e i giudici dei tribunali hanno violato espressamente il diritto del minore a intrattenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, sancito dal comma 1 dell´articolo 155 del codice civile italiano e dall´articolo 24 della Carta dei Diritti fondamentali dell´Unione europea. Nella maggioranza dei casi, si registra una concessione puramente formale dell´Affidamento condiviso, attribuendo dei contenuti pressoché identici a quelli di un affidamento esclusivo, attraverso istituti, quali "genitore convivente" o "collocatario prevalente", di natura esclusivamente giurisprudenziale e non previsti dal Legislatore.

In questo modo la Magistratura si è spinta verso un sostanziale svuotamento giuridico, dando vita ad un vero e proprio aggiramento della legge e riproponendo l´antico modello del genitore affidatario esclusivo. Lo Stato italiano è stato ampiamente informato su tale situazione attraverso le documentazioni presentate da associazioni, come ADIANTUM. In più, il 15 ottobre 2010, quest´ultima ha presentato una formale diffida contro il Ministero di Giustizia e il CSM, in rappresentanza di più di 100 genitori che hanno aderito ad una azione collettiva contro questi organi, per sollecitare l’adozione di misure idonee all’applicazione della legge sull´affido condiviso.

Pur sapendo che il diritto di famiglia resta di competenza degli Stati membri, può la Commissione, alla luce di quanto detto, far sapere se non ritenga opportuno intimare allo Stato italiano la tempestiva adozione di strumenti legislativi e/o regolamentari idonei ad una corretta applicazione della normativa in vigore da parte degli organi preposti, ponendo fine alla disapplicazione della normativa vigente che, da ben quattro anni, ha delle ripercussioni affettive, sociali e psicologiche gravi sui diritti dei genitori e dei minori".

 

* Rappresentante ADIANTUM - Bruxelles

 


[1].Onorevoli Paolo Bartolozzi, Lara Comi, Herbert Dorfmann, Salvatore Iacolino, Giovanni La Via, Clemente Mastella, Mario Mauro, Aldo Patriciello, Crescienzo Rivellini, Licia Ronzulli, Potito Salatto, e Amalia Sartori


Fonte: Redazione

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Ci sono 10 commenti


19.55  di domenica 14/11/2010
scritto da  Gabriella Marafon Marinese
Se vogliamo sperare in un reale cambiamento, occorre una revisione iniziando proprio dal modo di fare politica, qui in Italia, ma bisogna aspettare ancora un po´ e, mi chiedo continuamente, quanto tempo?.

11.50  di sabato 13/11/2010
scritto da  Pino FALVELLI
Se l´ affidamento dei figli costituisce UNA DELLE PROBLEMATICHE PRINCIPALI delle separazioni ( non ci piove che i figli vengono prima di tutto ! ) non bisogna trascurare e lasciar cader nel "dimenticatoio" tutte le altre problematiche connesse alle separazioni. Non bisogna perdere di vista che moltissime donne furbe ed in malafede" si fanno scudo dei propri figli per poter ottenere benefici di natura economico/patrimoniale ( ossia casa coniugale e consistenti mantenimenti = rendita vitalizia, con la scusa di dover accudire i figli ). I figli e la "bigenitorialit├á" si ottengono semplicemente togliendo a "certe donne" l´ interesse economico patrimoniale nelle separazioni( casa e mantenimento ). Con questa semplicissima riforma legislativa si potranno ottenere tante cose, quali: parit├á tra i sessi, bigenitorialit├á, effettiva tutela dei minori, impossibilit├á per "certi" padri di sottrarsi ai propri doveri, ecc. ecc..- Prendiamo atto di questo e andiamo dritti dritti al cuore dei tanti problemi delle separazioni. Perch├Ę non si vuole questa semplice riforma ??? Forse ci sono troppi interessi da tutelare ??? Forse perch├Ę tanti legali "senza scrupoli" non potranno pi├╣ arricchirsi ??? Per una separazione si pu├▓ arrivare a spendere ben oltre i centomila euro. E´ esattamente il caso di chi scrive ! E.... senza ottenere giustizia a distanza di 4 anni; mentre la ex continua pure a disporre del mantenimento del figlio diventato maggiorenne da tre anni ed economicamente autosufficiente poich├Ę percepisce uno stipendio da dipendente statale. E´ proprio il caso di meditare e fare molta ATTENZIONE a quanto sta avvenendo in Italia. Occorre una vera riforma senza girarci intorno per il bene di tutti. I Politici e le Istituzioni facciano al pi├╣ presto quanto ├Ę di loro dovere, adottando i provvedimenti del caso verso i responsabili di certe situazioni.-

10.13  di sabato 13/11/2010
scritto da  Salvatore
Grazie On. Antinoro da parte di tutti i padri separati della Sicilia, dove in Lei e nei suoi colleghi: On. Bartolozzi, On Comi, On Dorfmann, On Iacolino, On La Via, On Mastella, On Mauro, On Patriciello, On Rivellini, Ronzulli, On Salatto e On Sartori, vedono riposti le speranze di una vera applicazione della legge sull´affido condiviso N┬░ 54/06 e potere permettere cos├Č ai loro figli di vivere una reale bigenitorialit├á.

21.15  di venerd├Č 12/11/2010
scritto da  Alessandro Fino
Su andiamo, detto da padre di ritorno per l´ennesima volta da Roma dove c´├Ę il piccolo figli odi 2 anni e 10 mesi
46 ore insieme in 636 giorni dalla sottrazione
questa ├Ę bigenitorialit├á come da legge 54/2006?
Dite voi.
Io e mio figlio diciamo che non ├Ę proprio, stasera gli ho parlato per la prima volta di mangiare insieme. A cena
da Firenze in Treno, verso Parma

18.24  di venerd├Č 12/11/2010
scritto da  Francesco
Il documento citato delle camere minorili l´├Ę tutto un macello, una unica contraddizione! Ma quello che pi├╣ mi fa incavolare ├Ę che la ragion per cui, a detta dei magistrati (l´aberrante PQM), non si pu├▓ applicare il condiviso, l´├Ę che manca una struttura apposita! Ve lo dico io, che succede: succede che stanno tirando l´acqua al loro mulino, vogliono diventare struttura apposita, per valutare "meglio", il che vuol dire: nuove sedi, nuovo codazzo, nuove CTU, nuove leggi che proclamino la loro necessit├á e il loro futuro, proprio ora che si pensa di chiuderli, i Tribunali dei minori. Sentono il fuoco al c..o, sentono! Voglio dire agli estensori del documento delle camere minorili: ┬źnon fate i bischeri! Mettetevi pancia a terra, dieci ore al giorno, sabati e domeniche a studiar la legge, come gli scolaretti, e date una ripassata pure al vocabolario della Crusca, per capire che vuol dire "CONDIVISO", fatevi dare ripetizioni di Italiano, se non siete ferrati; un p├▓ di buona volont├á e poi vedrete che certe fresconate non le scrivete pi├╣ . Vorrei tanto che la Comunit├á europea vi facesse pass├á la voglia di andare a bischero sciolto!┬╗


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