Lettera di un carabiniere: "l´unica cosa che ho condiviso sono i debiti..."Osservatorio sul Condiviso
30/08/2010 - 19.53Sono un carabiniere e sono padre di due gemelli di nome Anna e Maurizio di 10 anni, nati prematuri nell’anno 2000 ed attualmente portatori di handicap grave. In particolare: la piccola Anna risulta essere affetta da “Fibroplasia Retroletale grave, tetraparesi spastica e ritardo psicomotorio e del linguaggio, con difficoltà relazionali, ROP di V” Stadio soggetto non vedente con cecità assoluta e displasia spastica”, mentre il piccolo Domenico soffre di un ”Disturbo tonico, camminatore in punta in trattamento riabilitativo e sottoposto a somministrazione di tossina botulinica epstroemento bilaterale, Rop di terzoGrado in pretermine e ipertonia agli arti inferiori, deficit delle prassie complesse astigmatismo miotico composto”. Fin dalla nascita dei bambini la mia vita ha subito una grande cambiamento, piena di dolore e di molta fatica nel crescerli, aiutato soltanto dai miei genitori, da mia sorella e da mio cognato. La vita da Carabiniere, come sapete tutti, è scandita da tante regole rigide, in effetti siamo militari, e attualmente il mio guadagno mensile è di 958,00 euro al mese, somma non soddisfacente ma ringrazio il Dio di avere un posto di lavoro. Vi spiego che tale somma è dovuta da trattenute sulla busta paga e su di me gravano anche vari prestiti che sono serviti per i viaggi a Parigi e le cure dei piccoli. In questo periodo vivo situazioni critiche, e sto attraversando un periodo molto difficoltoso con tanti problemi per colpa di questo divorzio voluto dalla mia ex, Ora con tante difficoltà sto ricostruendo la mia vita da sotto zero, ma sin da ottobre 2009 ad oggi la ex moglie con raggiri e artifizi crea situazioni di difficile disagio mirando a farmi perdere il posto di lavoro. La mia vita è diventato come il protagonista del film “le chiavi di casa”, e “grazie” alla Giustizia Italiana e agli assistenti sociali che hanno curato il nostro divorzio, specialisti inesperti e ignoranti messi al posto sbagliato per rovinare la povera gente, ho perso non solo le mie chiavi di casa, ma anche i miei figli. Il mio caso è stato trattato come un caso standard, cioè con il classico calendario: una visita settimanale (il mercoledì dalle ore 15.30 alle ore 19.00), e tre fine settimana al mese, pur loro sapendo che i piccoli hanno tanto bisogno di un papà che può aiutarli a superare la vita quotidiana. Io come padre ho sempre collaborato con la famiglia, accudivo la casa e i figli, preparavo loro da mangiare, e nel frattempo la mia ex, così come ha dichiarato al giudice, da dieci anni voleva separarsi da me, e non lo ha fatto solo perché aspettava che lo Stato ci rifondesse il risarcimento per gli handicap di cui soffrono i miei figli. Sì, perché loro sono vittime della mala-sanità, e la responsabilità dell’ospedale è stata dimostrata in giudizio dai giudici, gli stessi che oggi mi costringono a vedere i miei figli in maniera così umiliante. Ma io sono vittima due volte, perché i soldi li ha presi la mia ex, e a me sono rimasti i debiti, quelli contratti in attesa del risarcimento....Neanche quelli sono riuscito a condividere Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 1394 volte
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| 10.35 di martedì 31/08/2010 | ||
| scritto da beppe204 | ||
| Molti militari possono pure arrivare alla sospensione cautelativa dal servizio prima ancora che viene accertata la verità se le accuse formulate nei loro confronti riguardano aspetti penali. Sarebbe il caso di attendere i tre gradi di giudizio prima di adottare provvedimenti. I militari dovrebbero essere trattati come tutti gli altri ed andare incontro alle giuste conseguenze esclusivamente quando il loro comportamento merita di essere sanzionato. Non è corretto che pure nelle separazioni, le quali sono aspetti di natura prettamente privata, debbano subire più degli altri solo perchè portano una divisa. I giudici dovrebbero prestare molta attenzione per evitare le ingiuste penalizzazioni dei militari. | ||
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| 08.50 di martedì 31/08/2010 | ||
| scritto da Pino FALVELLI | ||
| Purtroppo, per chi è " un militare" le separazioni matrimoniali fanno ancora più male perchè "espongono" ad ulteriori "rischi". Le donne e taluni legali "senza scrupoli" questo lo sanno molto bene e, se vogliono, possono davvero approfittare dello "status particolare" e fare male sul serio. Ritengo che specialmente gli appartenenti alle Forze dell´ Ordine non siano per nulla tutelati, anzi..... Spesso, ci si mettono pure i "trasferimenti" ad aggravare le situazioni, con conseguenti allontanamento dai figli e dalla casa coniugale. Per non parlare, poi, delle problematiche cui si va incontro nel caso in cui alle ex gli venisse in mente di fare qualche azione di tipo penale ( non ha alcuna importanza se basata su falsità e/o menzogne !!! ). Il malcapitato potrà essere tranquillamente portato alla "rovina" e la donna potrà così raggiungere i propri "loschi obiettivi" sfruttando la legislazione esistente e le consuetudini giuridiche che, nella maggior parte dei casi, favoriscono le donne a discapito degli uomini. Auspico che i Politici e le Istituzioni prendano atto di come stanno effettivamente le cose e si adoperino per una urgente e seria riforma in materia .- | ||
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