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Trib. di Napoli. Ex coniuge avvocato e assistente sociale compiacente

Cronache dai tribunali


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Trib. di Napoli. Ex coniuge avvocato e assistente sociale compiacente

25/08/2010 - 20.43

E' l'incubo di ogni genitore separato, senza distinzioni di sesso. Se l'ex coniuge è un avvocato, sono dolori, e non certo per una predisposizione d'animo malevola - quella è la norma, in una crisi irreversibile di coppia -, ma per una sorta di forma mentis professionale che, anche in relazione alle vicende personali, finisce con il prendere il sopravvento. Dimentichiamo allora quei film americani, dove il bravo avvocato sospettato di omicidio si affida a piene mani al collega salvifico: in Italia i legali preferiscono difendersi da soli, e senza risparmiare colpi bassi al proprio ex, consapevoli delle falle del sistema e del malfunzionamento dei suoi meccanismi.

La storia che vi dettagliamo si svolge a Napoli ed è ancora pendente.

Marino (i nomi sono di fantasia) è sposato con un avvocatessa, ma il matrimonio entra in crisi e si avvia verso la separazione. Lui stesso ci scrive: "la mia ex moglie è un avvocato. Con questa premessa intendo dire che ha sempre posto in essere tutti i cavilli giuridici più odiosi per ostacolarmi nei miei diritti di genitore. Cerco di essere più chiaro. Qualche tempo fa Anna ha abbandonato improvvisamente la casa coniugale, portando via con sè le due figlie minori (all'epoca la prima aveva due anni e mezzo), e per fare onore alla sua competenza in materia, il giorno stesso che prese questa decisione si preoccupò di darsi una copertura giuridica, andando dai carabinieri e presentando una querela per presunte lesioni imputabili a me, ai miei genitori e a mia sorella. I maltrattamenti sarebbero accaduti, naturalmente, nella casa dei suoceri. Così facendo, gli obiettivi erano chiari: con questo stratagemma la signora voleva giustificare la sottrazione delle nostre figlie, e porre le basi non solo per la mia esclusione dalla cura delle bambine, ma anche per quella dei parenti più stretti, sopratutto dei nonni, sperando anche di inibire la frequentazione di quegli 'ambienti insalubri' che erano le loro abitazioni. Inutile dire che per questo procedimento non risulta indagato nessuno: è tutto già archiviato perchè palesemente falso e incongruente

Da brava avvocatessa, però, ad ogni udienza, lei continua ad insistere che c'è un procedimento penale in corso. Il nostro percorso di separazione è stato un crescendo di aggressioni giudiziarie, nel senso che per ben altre due volte lei ha intentato delle querele nei confronti di mia sorella, tutte archiviate ufficialmente dalla Procura, nonostante l'indicazione di (improbabili) " testimoni".

Ma la cosa non era priva di effetti. Marino, nel frattempo, veniva anche privato dalla ex moglie, arbitrariamente, del diritto di poter vedere le bambine, così gli venne consigliato, in attesa della separazione giudiziale, di fare ricorso al tribunale dei minori di Napoli. Ad Agosto 2009 il giudice minorile inviò un ordine agli assistenti sociali di relazionare circa le sue lamentele. Ma i servizi non si mossero neanche, e Marino nel mese di Ottobre 2009 inviò un sollecito, quando non vedeva le proprie figlie già dal mese di Giugno.

A questo punto, dopo aver abusato della propria pazienza, l'uomo presenta una querela per sottrazione di minori, e finalmente a Novembre il Tribunale dei Minorenni dispone che Marino poteva andare a prendere le bambine lo stesso giorno in cui si svolse l'udienza.

Ma tale disposizione rimane lettera morta. Il fatto non è gradito all'avvocatessa, che da allora si rifiuta espressamente di ottemperare, chiudendo il cancello dell'abitazione.

A Marino non rimane che rivolgersi all'assistente sociale, la quale per ben due volte, lascia cadere la linea del suo telefonino e, appena raggiunta, non interviene, nonostante dall'ufficio del Comune fino al domicilio delle bambine occorrano soltanto cinque minuti di automobile.

Allora, al solo scopo di far verbalizzare il rifiuto, viene chiamata una pattuglia dei carabinieri, ma l'avvocatessa dichiara candidamente che non intende far vedere le bambine alla nonna paterna, e che per tale motivo non transige.

Non contenta di ciò, lei comincia a pedinare Marino, non esegue il provvedimento del giudice, e nonostante tutto venga segnalato dettagliatamente all'assistente sociale, nessuna menzione viene fatta nelle sue relazioni, contenenti invece giudizi favorevoli all'ex moglie. Ma non è sufficiente. A gennaio 2010 l'operatrice convoca Marino e lo minaccia di precludere il diritto di visita delle minori, che nel frattempo era stato possibile incontrare per sole tre volte, e cerca di obbligare il padre a condurre la figlia più piccola ad una visita neuropsichiatrica infantile.

Marino si rifiuta, ed in tutta risposta l'assistente sociale invia una relazione nella quale dichiara che dal mese di novembre 2008 il diritto di visita è stato sempre rispettato e i ricorsi al giudice tutelare sono infondati, poi convoca una seconda volta il padre e gli riferisce verbalmente che "gli andrà contro perchè ha scritto troppo e quindi secondo lei sarebbe disturbato e avrebbe bisogno di una terapia individuale".

Il legale di Marino sospetta che ci sia sotto qualcosa, e va a riprendere il fascicolo della separazione, dove rinviene il deposito di e-mail minacciose, in quantità industriale, che l'ex marito avrebbe inviato all'avvocatessa-ex moglie. Sono false. "Qualcuno" aveva registrato a nome di Marino un account di posta elettronica - presso un noto provider - dal quale aveva inviato lettere persecutorie, che valgono però una bella querela per stalking.

Ma ciò non sorprende gli inquirenti: l'ex moglie è infatti indagata perchè ha anche falsificato la firma di Marino allo scopo di riscuotere gli assegni familiari,  truffando lo stato perchè avrebbe incassato doppiamente l'indennità di maternità non spettante.....

Dio ci salvi da certi avvocati, diceva un tale. E Marino, chi lo salverà ?


Fonte: Redazione

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Ci sono 8 commenti


14.47  di sabato 28/08/2010
scritto da  roberto spagnolo
viviamo in un sistema,quello occidentale,dove ormai DIO è MORTO E CON LUI IL PADRE.BISOGNA far RINASCERE IL PADRE IL SUO VALORE nel considerare punto stabile e primario la FAMIGLIA,nel condurla e NEL non fare mancare nulla a tutti i componenti,(MOGLIE E FIGLI. VA CAMBIATA CULTURA,DA TEMPO IL PADRE ESISTE SOLO PER MANTENERE ECONOMICAMENTE LA DONNA MAMMA(PER MODO DI DIRE)USATA SIA PUR CON LA SUA IGNORANZA A SEPARARSI PER LUOGO COMUNE.LA FINE DI QUESTA CULTURA SIGNIFICA LA RINASCITA DI DIO E DEL PADRE,BISOGNA CONTARCI E CON COSCENZA CAPIRE CHE AFFRONTARE IL MOSTRO CHE ABBIAMO DAVANTI IN UNA GUERRA FRONTALE è IMPOSSIBILE,LE ARMI SONO:DISOBBEDIENZA ORGANIZZATA GUERRIGLIA E USO DELLA SORPRESA,ATTACCHIAMO RICONOSCENDO I PUNTI DEBOLI DI QUESTO SISTEMA,NON DOBBIAMO PIU´ MOSTRARE I NOSTRI MORTI E IL MALE CHE CI VIENE FATTO!!! BISOGNA AGIRE A COMINCIARE A COMBATTERE I VARI OPERATORI ALLA BASE DEL SISTEMA DIVORZISTA PER POI ARRIVARE IN CIMA. LORO NON MOLLANO!!!NOI NEMMENO.....(GLI CONVIENE??)UN SALUTO A TUTTI I PADRI DEL MONDO...GRAZIE A TUTTI PER LA FORZA CHE MI STATE DANDO....(anchio SONO ADERENTE ALLA CLASS ACTION).

17.28  di giovedì 26/08/2010
scritto da  F.sco Paolo Costa
Ciao a tutti, Marino deve continuare a tentare disperatamente di salvarsi da solo e ce la può fare perchè meglio di lui nessuno conosce bene la sua ex moglie. Dovrà avere molta più pazienza di quella che hanno avuto i santi che sono in paradiso, o i saggi shamani ecc. Più avrà in mente l´immagine delle sue figlie e più quell´amore gli darà la forza e la pazienza necessari per non cadere nei meschini tranelli provocatori della ex moglie. Dovrà stare calmo e non accettare provocazioni, mostrare rispetto e scrivere, scrivere, scrivere, anche solo per sfogare la rabbia. Cercare di mantenere anche solo un sottile filo di rapporto con le piccole trasmettendo loro che papà c´è! Marino, tieni duro ein bocca al lupo. Ciao

12.58  di giovedì 26/08/2010
scritto da  Mauro Mosca
@Sergio: Forse qualcosa si muove: non è una denuncia penale contro le istituzioni ma la class action promossa dall´Adiantum ha iniziato a smuovere un po´ (poco!) le acque. Il rischio è ovviamente che finisca a taralluci e vino come molto spesso aqvviene in Italia.
Dobbiamo essere consapevoli, noi padri separati in attesa di giustizia, che non stiamo combattendo una rivoluzione ma una guerra di trincea. E gli efffetti di queste guerre sono purtroppo lentissimi. Probabilmente noi non avremo mai giustizia, ma forse tra qualche decennio grazie alle nostre azioni qualcosa cambierà nelle leggi e nella mentalità comune. E in quella dei giudici (che fanno sempre parte della società e ne interpretano l´opinione comune, no?). Buona "pazienza" a tutti!

10.10  di giovedì 26/08/2010
scritto da  Arianna
mi dispiace un sacco per questo padre.. che lotta solo per poter vedere le sue bimbe..... una donna come la moglie.... beh fa vergognare l´universo femminile... e la cosa assurda e che questa donna... o meglio questo mostro.. è un avvocato... e si è pure tirata dalla sua parte l´assistente sociale.... da parte mia vs questa donna c´è il massimo disprezzo.... perchè se un matrimonio va all´aria per un qualsiasi motivo.... i figli vanno lasciati in pace... sono esseri umani.. che soffrono di fronte a ste cose.. non strumenti per ripicche infantili come quelle della signora... perchè questo è infantilismo.... invece di pensare a perdersi via in cazzate come queste.. che pensi a fare la MAMMA una volta per tutte.... e si vergogni dela persona orribile che è diventata... che inventa stratagemmi per fregare la legge e tutti... proprio le che è avvocato... una persona di legge che rigira la legge.... vergogna.....

09.49  di giovedì 26/08/2010
scritto da  STEFANO PADRE SEPARATO DI MILANO ADERENTE CLASS ACTION
GRANDE ROBERTO SE FOSSIMO TUTTI COME TE AVREMMO GIA´ RIBALTATO IL SISTEMA


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