La pedofilia nella Chiesa e la strategia del perdono - di Cecilia M. CalamaniPoliticamente Parlando
20/08/2010 - 10.42Benedetto XVI ha inviato, per bocca del segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, un messaggio all’associazione cattolica statunitense I Cavalieri di Colombo (che conta quasi due milioni di affiliati), riunitasi in questi giorni a Washington. Secondo il papa, “la risposta più efficace […] agli attacchi, spesso ingiusti e infondati, alla Chiesa e ai suoi leader” è “una grande fedeltà alla parola di Dio, una più risoluta ricerca della santità, un accresciuto impegno alla carità nella verità da parte di tutti i fedeli”. Un passo importante, un’affermazione politica che non può cadere sotto silenzio perché svela la strategia che il Vaticano sceglie per uscire dallo scandalo della pedofilia nel clero e rafforzare le file interne. Innanzitutto la negazione. Gli attacchi sarebbero “spesso ingiusti e infondati”, ossia il problema è inferiore a quello propagato dai media. Sappiamo bene che invece il problema è superiore e di molto, perché uno a uno continuano a venire fuori casi vecchi di anni se non decenni, sempre taciuti e coperti dal Vaticano anche con l’attiva partecipazione dell’allora capo della Congregazione della dottrina fede, lo stesso Ratzinger. E quanti di questi casi non verranno mai alla luce, relegando all’oblio il dolore delle vittime e l’impunità dei colpevoli ? Ma il passo più offensivo viene dopo. Forse qualcuno, anche all’interno di una platea di accoliti, avrebbe potuto aspettarsi una dichiarazione di rigore, di lotta serrata verso chi commette un delitto immondo quale quello di violentare l’infanzia, l’affermazione di una seria volontà dell’istituzione Chiesa di collaborare con la giustizia. Invece, per superare questo momento di crisi, dal papa arriva una sola ricetta, i cui ingredienti sono la “fedeltà alla parola di Dio”, la “ricerca della santità” e, infine, “un accresciuto impegno alla carità nella verità da parte di tutti i fedeli”. Ma cos’è la carità nella verità ? Come possono entrare la misericordia, l’amore, il compatimento e la pietà in quella abominevole verità che sta emergendo sui casi di pedofilia ? Il messaggio è chiaro. La carità è il preludio del perdono. E il perdono lava il peccato di chi ha abusato di uno, dieci o mille bambini. Di altro non c’è bisogno. La comunità cattolica deve usare la carità nella verità per ricercare la santità per se stessa. Solo perdonando, il più cristiano degli insegnamenti, la Chiesa verrà fuori da questa piaga. La pedofilia, dunque, continua a essere vista dalla Chiesa come un problema interno. Uno sfregio alle migliaia di vittime, che ancora credano nel dio cattolico o non più. Se la giustizia terrena non ridarà certo loro un’infanzia scippata, quella divina (o presunta tale), usando il perdono verso i carnefici come mezzo di elevazione verso la santità, diventa fatalmente corresponsabile dei loro orrendi delitti. Fonte: cronachelaiche.it Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 568 volte
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| 18.01 di sabato 21/08/2010 | ||
| scritto da Giancarlo | ||
| Caro Mario, se un prete violenta un ragazzino postpubere, poniamo di dodici anni, commette un crimine che io non esiterei a punire con la morte. Tuttavia occorre comprendere che l’ autore di un simile gesto non è un pedofilo, non lo è tecnicamente. E’, invece, un omosessuale violento. La distinzione è importante perché occorre capire bene chi abbiamo di fronte. Secondo lo studio statistico indipendente commissionato al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York sono 4392, in un arco di cinquant’ anni, i preti cattolici americani accusati di abusi sessuali su minori. Di questi sono 958 quelli accusati di pedofilia, mentre per gli altri 3500 circa l’ accusa è di abuso su minore, non di pedofilia.
La chiesa deve fare pulizia? Si certo: deve adottare misure efficaci per individuare e bloccare gli omosessuali che chiedono di diventare sacerdoti, espellere gli omosessuali che già sono dentro e usare ogni mezzo per individuare e rendere inoffensivi i preti pedofili. Tu li vorresti castrare chimicamente? Carissimo amico, ho tre figli di nove, undici e tredici anni che frequentano l’ oratorio: figurati se avrei problemi a castrarli chimicamente. Sono pienamente d’ accordo con te sulla castrazione. Ciò detto, voglio però anche aggiungere che ho sempre frequentato la parrocchia, sin da piccolo, ho conosciuto centinaia di preti di ogni età: in cinquant’ anni non ho mai, non dico incontrato, ma neanche sentito mormorare di un prete che, con i bambini, fosse meno che corretto. Del resto le statistiche, che tu invochi, parlano chiaro: in America 4392 sacerdoti, su oltre 109.000, sono stati accusati di abusi sessuali su minori; di questi poco più di un centinaio sono stati condannati da un tribunale civile. E di questo centinaio di sacerdoti condannati, solo un quarto sono pedofili, mentre la restante parte sono omosessuali che hanno violentato un minore. I risultati di questo studio, è bene ribadirlo, riguardano 109.000 sacerdoti in un arco di cinquantanni. Hai ragione, sono migliaia i preti coinvolti in questa brutta storia della pedofilia: la stragrande maggioranza di essi, però, è risultata essere innocente in sede di giudizio. Infine sul perdono: quando, insieme con il nostro grande Benedetto, invoco il perdono sui pedofili è chiaro che mi riferisco al perdono di Dio, non certo a quello della giustizia umana. La quale giustizia umana dovrebbe fare molto di più contro la pedofilia che, lo ricordo a tutti, riguarda ogni strato sociale a tutte le latitudini, non solo la chiesa. Cosa si fa, per esempio, contro il turismo sessuale pedofilo o con minori? Sono centinaia di migliaia gli europei che scorrazzano in giro per il mondo a violentare bambini e bambine. Quelle vittime lì, interessano a qualcuno? | ||
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| 10.33 di sabato 21/08/2010 | ||
| scritto da Mario | ||
per Giancarlo: l´immagine della chiesa non si ricostruisce con la statistica. Dai preti non ci possiamo aspettare neanche un solo pedofilo ! Altro che percentuali...E non ci si deve aspettare neanche le molestie sessuali e gli approcci gay. Ma che vuoi dire, che siccome un ragazzino a 12 anni non è "tanto ragazzino", quella non è pedofilia ?!! Ma fammi il piacere... La chiesa deve fare pulizia, ma tanta pulizia, dentro di sè, e gli annunci del Papa non bastano. Pedofili o gay che siano, sono migliaia i preti coinvolti, e vengono coperti dalle altre sfere di una chiesa che ormai è una grande banca off shore, e dietro la facciata dei tanti missionari (quelli sì che tengono alto l´onore dei preti !) si nascondo trame sporche, pedofilia e omosessualità comprese. Quella che "i pedofili possono cambiare" è una sciocchezza che dimostra che non hai ben compreso la patologia di cui questi malati soffrono. E poi il perdono...... ok, perdoniamoli, ma dopo averli castrati chimicamente, avergli sottratto tutto il patrimonio per pagare i danni esistenziali delle loro vittime e avergli fatto fare un bel giro presso le scuole ad allertare i ragazzini" post-puberi" dai pericoli della pedofilia. | ||
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| 00.04 di sabato 21/08/2010 | ||
| scritto da Giancarlo | ||
| Intanto una premessa: i media hanno fatto una straordinaria confusione intorno alla parola pedofilia. Tale termine, secondo i manuali (tra cui il diffuso DSM-IV), indica l’ attività sessuale ricorrente con bambini prepuberi. Naturalmente la pubertà può giungere ad età diverse, ma gli stessi manuali indicano l’ età media della pubertà in undici anni. Ciò significa che un prete che ha rapporti sessuali con un dodicenne non è un pedofilo, ma “solo” un omosessuale violento.
Veniamo ora alla prima questione: quanti sono i preti pedofili? Secondo uno studio statistico indipendente commissionato al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che non è un’università cattolica ed è unanimemente riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia, dal1950 al 2002 4.392 sacerdoti americani (su oltre 109.000) sono stati accusati di relazioni sessuali con minorenni. Di questi poco più di un centinaio sono stati condannati da tribunali civili. Il basso numero di condanne da parte dello Stato deriva da diversi fattori. In alcuni casi le vere o presunte vittime hanno denunciato sacerdoti già defunti, o sono scattati i termini della prescrizione. In altri, all’accusa e anche alla condanna canonica non corrisponde la violazione di alcuna legge civile (è il caso, per esempio, in diversi Stati americani del sacerdote che abbia una relazione con una – o anche un – minorenne maggiore di sedici anni e consenziente). Tuttavia il National Review Board è stato anche criticato per non avere dedicato sufficiente spazio, nel suo commento, al fatto che ci sono stati molti casi clamorosi di sacerdoti innocenti accusati: e Jenkins ritiene che questi si siano moltiplicati negli anni 1990 quando alcuni studi legali hanno capito di poter strappare transazioni milionarie anche sulla base di semplici sospetti. Le cifre non cambiano in modo significativo aggiungendo il periodo 2002-2007, perché già lo studio del John Jay College notava il “declino notevolissimo” dei casi negli anni 2000: le nuove inchieste sono state poche, e le condanne pochissime (un effetto delle politiche di “tolleranza zero” dei vescovi americani ma certo anche delle misure più rigorose introdotte dal cardinale Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede). Dallo studio del John Jay College si può concludere, come si legge spesso, che il quattro per cento dei sacerdoti americani sono “pedofili”? Niente affatto. Secondo lo stesso studio il 78,2% delle accuse si riferisce a minorenni che hanno superato la pubertà. Dunque i sacerdoti accusati di pedofilia sono 958 in cinquantadue anni, diciotto all’anno. Rispettando le stesse proporzioni le condanne dovrebbero essere 24: in realtà sono di più, perché i tribunali dello Stato (giustamente) perseguono più severamente i pedofili che di chi ha rapporti con minori dopo la pubertà (un’attività, ripetiamolo ancora a rischio di sembrare noiosi, gravemente immorale e spesso anche criminale, ma che non è pedofilia). Ma anche così le condanne penali di preti (veramente) pedofili negli Stati Uniti sono state nel periodo 1950-2002 poco più di una all’anno. Da tutto questo si evince un dato molto semplice: la stragrande maggioranza delle accuse e delle condanne di preti “pedofili” riguarda, in realtà, casi di preti omosessuali che hanno usato violenza nei confronti di minori. Come cattolico non posso che esprimere tutto il mio sdegno nei confronti di persone che sfruttano la chiesa per mettere in atto le loro orrende perversioni. Veniamo ora alla seconda questione: che c’ entra il perdono con la pedofilia? C’ entra eccome! Il perdono è per tutti. Cristo è morto per tutti sulla croce, anche per i pedofili (e per gli omosessuali, violenti e non). Il cristianesimo ha portato la speranza nel mondo, e l’ ha portata per tutti, anche, anzi soprattutto per i peccatori più immondi. Cosa c’ è dunque di così vergognoso nelle parole del nostro amato papa? Forse la parola perdono disturba le orecchie attente della signora Cecilia M. Calamani? Forse lei ritiene di non avere nulla da farsi perdonare? Se lei ritiene di poter fare a meno del perdono di Dio, ebbene si tranquillizzi subito signora: non è obbligatorio pentirsi e neanche ricevere il perdono di Dio. Lasci però a chi confida nella Divina Misericordia la speranza di essere perdonati. Solo chi spera nel perdono può sperare si cambiare. Anche un pedofilo può cambiare. Ampi stralci di questo commento sono stati ripresi da un’ intervista dell’ agenzia Zenit a Massimo Introvigne. | ||
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