CLASS ACTION, il 20/8 scade il termine. Storie italiane dal falso condivisoClass action Vs Ministero della Giustizia
18/08/2010 - 12.09Ancora due giorni a disposizione degli aderenti per inviare la documentazione (fa fede il timbro postale) e trasmettere il bonifico necessario per il contributo spese. L'indirizzo è, come sempre: ADIANTUM Onlus - c/o Studio Avv. Carlo Ioppoli - Via Trionfale, 5697 00136 Roma. L'importo di 78,00 euro va inviato presso il c/c n. 2971, detenuto presso il CREDITO VALTELLINESE ag. di COCQUIO TREVISAGO (VA) - coordinate IBAN 03 Q052165068 000 000 000 2971. I primi di Settembre, dopo le ultime verifiche, ADIANTUM invierà la prima diffida collettiva al Ministero della Giustizia. Non solo adesioni, ma anche tantissime storie, allegate alle adesioni verso la Class Action che vedrà come ”imputato” il Ministero della Giustizia e, in seconda battuta, lo Stato Italiano. Un mondo senza luce, che chiede di essere documentato. Uomini e donne, mamme e papà, prostrati da un sistema iniquo che, quando attacca, ferisce su entrambi i fronti e, sorprendentemente, senza distinzioni di genere. Molte sono, infatti, le mamme vessate da provvedimenti dei tribunali minorili e dei servizi sociali, tanto che è allo studio dell'ufficio legale di ADIANTUM, per il prossimo Settembre, una seconda causa collettiva proprio verso le prassi anti-democratiche del rito minorile e dell'intero ordine nazionale dei S.S., in considerazione degli abusi di posizione che l'Italia quotidianamente ci racconta. A chiusura di questa prima fase, vi riproponiamo le voci di chi ancora oggi, in pieno 2010, viene tradito dai giudici che non applicano la legge, a più di 4 anni dalla sua entrata in vigore. Davide scrive da Palermo. “All’udienza presidenziale il giudice mi ha dedicato 6 minuti e trenta secondi netti (li ha contati mia sorella). Ma la vera sorpresa è arrivata quando mi hanno notificato il provvedimento, che dice che devo stare con mio figlio un pomeriggio a settimana e le feste comandate. Non scrivono niente del week end alternato. Il Presidente se l’è dimenticato ! Ho subito chiesto una rettifica, ma dopo due mesi sto ancora aspettando.....” Stefano è romano: “il provvedimento del tribunale dei minori di Roma che regola le mie giornate di visita con mia figlia scrive precisamente una volta a settimana (4 ore dalle 16 alle 20) e un sabato - domenica a settimane alterne (dalle 10 del sabato alle 19 della domenica). La cosa assurda è che sono stati addirittura restrittivi di quello che mi dava attualmente la madre, 2 volte a settimana di 3 ore e mezza ed un sabato dalle 10.30 alle 19.30 a settimane alterne. Addirittura riuscivo anche a prenderla e riaccompagnarla all’uscita dell’asilo. Il bello deve avvenire con il mantenimento ritenuto “congruo” pari a euro 750,00!!! E sono un lavoratore dipendente che ARRIVA APPENA A 1500 EURO MENSILI !Naturalmente la madre ha un reddito poco inferiore al mio ed una casa di proprietà, e il tutto è stato ampliamente documentato al Giudice!!! Mi sento preso in giro, perchè il giudice non la finiva di lodarmi perché sono un padre idoneo, e a parole reclamava il più ampio diritto di visita per il padre, e ancora affermava che la bimba deve mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, e poi mi scrive questo provvedimento !!!” Raffaele da Cosenza: “ho speso oltre ventimila euro in una separazione durata dal 15.12.2005 al giugno 2009, e dall´anno 2006 che si richiede l’affido condiviso. Dopo essere stato accusato ingiustamente di essere violento e pericoloso per mia figlia, mi hanno allontanato dal tetto coniugale. Oggi ho un condiviso che dà il diritto alla bambina di avere ‘normali rapporti’ con il papà che vede quattro ore di un giorno infrasettimanale e otto la domenica. Di fatto distrugge il rapporto figlia-padre. Secondo loro è normale così” . Fabrizio ci contatta da Riva del Garda: “.......prima di questa ‘giudiziale’, per un anno e mezzo vedevo mio figlio a pari tempo.........è una vergogna. Mi hanno detto chiaramente che ‘la prassi del nostro tribunale prevede che il bambino veda il padre 2 week end al mese", e se lei non si mette d’accordo con la signora intanto affido il bambino ai servizi sociali”. C’è poi chi si è adoperato, nonostante la separazione, per stare vicino ai figli quanto più possibile. Ma ciò ha scatenato degli effetti da commedia tragi-comica. Così, Roberto da Milano ci racconta: “abito in un appartamento situato nello stesso palazzo dell´appartamento coniugale che è stato assegnato alla signora. Da tre anni, sono costretto a versare un assegno di mantenimento a favore della Signora, che figura essere il genitore prevalente, a mantenermi le mie 2 figlie che stanno con me al 50%, pagare metà del mutuo della casa coniugale. Ma che senso ha il ‘genitore prevalente’, quando si abita nello stesso palazzo ?” Clementinada Roma, invece, è solidale con i padri: “Sono una mamma di tre figli ma sono vicina a chi rivendica il proprio ruolo genitoriale sottratto da una giustizia miope e retrograda”. Ben detto, grazie Clementina. Valter da Verona ci ha colpiti con la sua ironia: “Sono un padre separato con due figli collocati presso la madre. Nonostante l´affido condiviso in essere, subisco vessazioni ad opera dell´ex moglie. Reagire con denunce e procedimenti giudiziari? Una commedia di Goldoni fa ridere meno...!! Un giudice, dopo avergli esposto che per mesi non ho visto i figli nei pomeriggi infrasettimanali previsti dall´omologa di separazione (a causa dell’ostruzionismo), mi ha candidamente risposto: -"E noi che ci possiamo fare?" Ivan da Bergamo incarna l’incubo di tutti i padri separati, allorquando si vedono sostituiti in casa propria: “Separato con affido condiviso della minore. Casa (proprietà al 50%) assegnata alla madre, che da oltre 4 anni convive con un altro uomo, con regolare lavoro, dal quale ha avuto una figlia. Io devo continuare a versare l´assegno di mantenimento, e soprattutto sono costretto a pagarmi l´affitto”. Oppure la storia di Matteo da Campi: “ho una figlia e da quando è nata, 02/08/2004, il tribunale dei minorenni ha stabilito l´affidamento condiviso. Ma è dal 2008 che il tribunale, con la sua lentezza ha delegato l´immenso potere di farmi svolgere il mio ruolo di genitore all´asl. Da settembre 2009, dopo tutto l´anno passato a consigliarmi, per esempio a non andare alla scuola dove mia figlia va, oltre a degli inconcludenti appuntamenti, la madre da un anno e mezzo che si è rifatta una vita e il nuovo compagno ha sostituito in toto la mia figura, dato che è da natale 2008 che lo chiama babbo. Ditemi se è possibile che un genitore venga sostituito nell´affetto di un figlio da un estraneo”. Poi è il turno delle nuove compagne dei papà separati. Sono presenze preziose, destinate al sacrificio e a contenere, minuto per minuto, la rabbia dei loro compagni. Come Milena, che scrive da Torino. “Da tre anni a questa parte sostengo il mio compagno nella lotta per ottenere dai Tribunali un effettivo riconoscimento della Bigenitorialità, che la pratica del genitore ‘collocatario prevalente’ di fatto svilisce attribuendo a tale genitore enormi poteri non solo sulla gestione dei tempi di vita dei figli ma anche sulla corretta impostazione dei rapporti con il genitore ‘non collocatario’. Le due residenze, e quindi ovviamente i due genitori, dovrebbero essere anche formalmente riconosciute di pari rilevanza, ma nella realtà dei fatti non è così…..” Con Salvatore da Cesano, si comincia a parlare delle violazioni ai provvedimenti del giudice. “Sono un padre che nonostante abbia ottenuto l´affido condiviso già in prima udienza, sono 120 gg che non vedo mia figlia, sono 120 gg che sua madre sta violando il provvedimento del giudice. Dovrei vedere mia figlia tutti i giorni, e nessuno interviene……”. E poi Raffaele da Gragnano, che ci racconta come “dovrei vedere mia figlia 2 volte alla settimana ma oggi sono 1 anno e mezzo che non vedo mia figlia x semplice rivalsa di mia moglie e nessuno fa niente, tutto procede con il massimo disinteressamento da parte di giudici, assistenti sociali, tribunale minorile ecc.....”. Luca da Macerata ha confidato nelle Istituzioni, e se la prende con i servizi sociali: “non ho potuto vedere i miei figli per quasi un anno , e solo dopo aver scritto a tutti, e dico tutti poichè ho scritto dal Presidente della repubblica Italiana al parlamento Europeo fino allo scopino sotto casa, e naturalmente al Tribunale Minori di Ancona e Tribunale di Ancona che cura la separazione. Dopo aver scritto sono io sotto processo ora ! Poichè i servizi sociali della usl , dopo le mie richieste procedono con incontri protetti per 1 ora a settimana. Ma all´Università dove hanno studiato questi pseudo dottori, gli hanno mai spiegato la differenza tra un pacco ed un bambino? hanno queste persone una famiglia, figli, per poter dare un giudizio ? Mauro abita a Palermo e suo figlio in Svizzera. E’ costretto a spendere una fortuna per vederlo. Ci racconta che “Mio figlio abita in Svizzera e io in Italia e, pur essendo io disponibile a tenerlo con me 15 giorni al mese grazie al fatto (documentato) che il mio lavoro me lo permette, il giudice ha disposto il "finto" affidamento congiunto. Dico "finto" perche’ nella fattispecie e´ un affidamento esclusivo "camuffato" da congiunto. Il giudice ordina un diritto di visita per il sottoscritto di ben due week-end al mese... alla faccia del congiunto !!! Non contento di ciò, ha anche stabilito che, malgrado le mie ingenti spese sostenute per esercitare il diritto di visita (io abito a Palermo e mio figlio a Ginevra……), e malgrado il fatto che lo stipendio di mia moglie sia quasi TRE volte maggiore del mio, io debba dare a mia moglie un assegno di 200 Euro !” La storia di Marcello, da Sassuolo, sembra una barzelletta ma almeno viene ammessa la colpa. In sede di appello, la risposta ricevuta è stata “Lei ha ragione, dovrebbe essere applicato l´affido condiviso, ma all´atto pratico, non si è ancora affermato l´utilizzo da parte dei magistrati…….”. Quanto raccontato da Giovanni, da Vicenza, meriterebbe un esposto al CSM per la gravissima imperizia dimostrata. Il tribunale ordinario di Vicenza gli ha applicato il classico "falso" affido condiviso, autorizzando tra l´altro la ex moglie a trasferire la residenza dove riteneva più idoneo. “…..E così ha fatto. Ha portato via lontano da me, in Sicilia, quindi a 1400 Km di distanza, mio figlio dalla casa coniugale di proprietà a Vicenza. Potrò vedere mio figlio, naturalmente tenendo conto degli impegni di lavoro con notevoli difficoltà economiche che comporteranno tali spostamenti, il martedi e il giovedi dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19, a fine settimana alternati il sabato dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 10 alle18, con pernottamento a partire dal compimento dei due anni di età. A parte il dolore della separazione e della conseguente straziante perdita affettiva di mio figlio di appena 16 mesi, mi chiedo: come potrò essere in grado di seguire, educare, e stare con mio figlio, dargli l´affetto e la presenza che ogni bambino merita da un padre, come peraltro prevede la legge dell´affido condiviso in questi casi ?? se di fatto mi è stato portato VIA questa volta in maniera legale dal tribunale, e anche dalla corte d´appello. Chi dovrà tutelare il diritto di mio figlio alla Bigenitorialità, quindi ad avere due genitori. Grazie per quello che farete per migliorare la legge attuale, ma mi rendo conto che basterebbe attuare la legge esistente, per il bene dei nostri figli, e per le generazioni che verranno”. Infine, la vicenda di Dario, che vive a Roma, è l’emblema dell’arroganza: “Il Tribunale di Roma mi ha negato l´affidamento condiviso senza motivazione, subito dopo che la legge era stata approvata, affermando che non c´erano stati cambiamenti significativi tali da giustificare una revisione della sentenza emessa prima dell´approvazione della legge. La legge in sé, a quanto pare, non era motivo sufficiente………”. Fonte: Redazione Non ci sono allegati per questa notizia Torna indietro Questa Notizia è stata letta 2375 volte
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| 22.08 di martedì 02/11/2010 | ||
| scritto da annalisamarchese@alice.it | ||
| Ormai da diversi anni,chiedo un aiuto concreto per i miei due figli,oggi di appena 15 anni e 9 anni e ancora non riesco ad ottenerlo.In seguito ad una relazione extraconiugale e violenza familiare, chiedo una separazione che ha portato ad un affido condiviso nel 2006,con collocamento dei minori alla madre,divisione della casa coniugale e assegno di mantenimento a carico del padre.Ho assistito, inerme, ad una guerra ingaggiata dal padre per estromettermi definitivamente dalla vita dei ragazzini e approfittando della mia buona fede, in occasione di un week-end spettante al padre,non ho visto più tornare i miei figli.Segue un´organizzazione familiare incredibile.Nell´unità della casa familiare spettante al padre,si trasferisce la mia ex suocera, la quale,assieme al figlio, con ogni mezzo contrasta la normale routine,impedendo a mia figlia di quasi 11 anni di pranzare con me e al piccoletto, di quasi 6 anni, di andare dalla sua mamma.Nonostante abitassi ancora nella casa coniugale,i bambini seguivano, come dei burattini, le indicazioni del papà e stavano dentro casa, al buio, senza fare rumore e se, per caso, avevano il desiderio di salire sopra dalla mamma, per giocare con i loro amati giochi oppure il piccolo al pallone,poi, dovevano pagare un duro prezzo come la indifferenza,sguardi accigliati,ricatti. La ragazzina cominciò a dire che avvelenavo il cibo;il padre,che già prima della separazione giudiziale, aveva diviso a metà la casa coniugale,spostando mobili e suppellettili con l´aiuto dei suoi familiari,cominciò a dichiarare ai carabinieri,ai serv. sociali e anche con lettere indirizzate al giudice,che la mamma vedeva la madonna e prospettava la madre come una persona delirante e pericolosa. Seguirono CTU lunghissime,ostruzionismo per non consegnare i figli,registrazioni,maldicenza,denigrazione etc. Ciò che ha destato la mia preoccupazione è stata la richiesta del padre e del suo avvocato di aver l´affido esclusivo e di far sentire la ragazzina, di appena 11 anni,al giudice. Il cellulare,regalato alla figlia fin dall´età di 8 anni,serviva per controllare i momenti di svago con la mamma.Tramite cellulare e sms,tutto era gestito a meraviglia e il richiamo pressante per pranzare sotto o comunque non stare troppo con la mammma,diventò quasi un´ossessione. Scaturì una grave psicopatologia nel 2008.La ragazzina,ormai dodicenne,rimase isolata,assieme al fratellino.La mamma,perse l´utilizzo della metà della casa coniugale e andò avanti nei B&B.I ragazzini,furono collocati con il padre già nel 2007,con assegno di mantenimento a carico della madre,pur permanendo l´affido condiviso.Seguì grave inottemperanza al provvedimento giudiziale.La mammma non potè più frequentare regolarmente i figlioli e soprattutto,nonostante fosse medico,non riuscì ad avere più informazioni attinenti lo stato di salute e le attivita extra curricolari e scolastiche. Fu praticamente esclusa. Si delineò una gravissima PAS,diagnosticata da psichiatri incaricati dal giudice del T.M.per fare chiarezza.In tutti questi anni non vi è stata alcuna documentazione che dichiarasse inidoneità della madre.La Corte di Appello,recepiti gli atti,emette una sentenza per ristabilire un minimo di equilibrio all´angosciante vicenda ma è, a tutt´oggi, disattesa,per l´intervento dei Servizi sociali territoriali dove opera il padre.Questi fa ricorso in cassazione e fa in modo che i servizi sociali li affidino al fratello.La madre è completamente isolata e gli operatori psicologi territoriali non vogliono grattacapi.I servizi sociali sono sordi alle richieste continue della madre di poter vedere i propri figlioli. | ||
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| 12.43 di sabato 30/10/2010 | ||
| scritto da mario | ||
| fossi in te, ma anche negli altri papa´ con problemi simili che probabilmente purtroppo affrontero´ anche io.....sembra una idiozia ma io contatterei la redazione di striscia la notizia e mi piantonerei con loro davanti al Tribunale dei Minori, per dire la mia. Sicuramente i vari casi esposti, smuoveranno la burocrazia giudiziaria e in seguito potranno risolvere il tuo e i vostri problemi.ciao | ||
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| 07.31 di sabato 02/10/2010 | ||
| scritto da Renato _ Roma | ||
| E´ una iniziativa stupenda che supporto in pieno. Un grazie a tutti i promotori e aderenti.
L´ho scoperta solo ora ma avrei partecipato volentieri a questa class action. Stò vivendo questa situazione da anni ed è veramente frustrante... E´ dal 2006 che chiedo il condiviso come stabilito da una legge in cui "HO CREDUTO" come "cittadino" e come "genitore". Nonostante le difficoltà, nel 2006 ho preso in affitto una casa vicino al bambino per realizzare le condizioni pratiche all´affidamento condiviso equitemporale. Prima le sentenze di incompatibilità dei tribunali poi le sentenza di condiviso con regime monogenitoriale. Ora sono in appello per vedere tutelati i diritti del bambino ed il diritto/dovere di un genitore a tutelare la formazione di suo figlio. Qualcuno dice che la legge del 2006 non è chiara, ma questo non è assolutamente vero. Questa iniziativa rappresenta per me una speranza di vedere finalmente tutelato nella realtà "il primario interesse del minore" Grazie a tutti.. Renato | ||
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| 01.06 di venerdì 10/09/2010 | ||
| scritto da Alessandro MB | ||
| C´è scritto: "I primi di Settembre, dopo le ultime verifiche, ADIANTUM invierà la prima diffida collettiva al Ministero della Giustizia", quindi ci siamo?
E´ stata avviata? Il momento è propizio, c´è il ddl957, c´è l´interrogazione dell´onorevole Rita Bernardini....... manca solo la nostra Class Action. Fra l´altro per ora c´è ancora un Governo. Una volta presentata, dei rappresentanti di ADIANTUM potrebbero publicizzare la cosa? andare in qualche trasmissione televisiva o radiofonica per smuovere un po le acque? Io penso che tutti i figli rappresentati da genitori disperati non abbiano nulla da nascondere, e vorrebebro solo che questa realtà con tutte le sue crudeltà fosse schiaffata in faccia agli italiani, per essere risolta quanto prima. | ||
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| 23.21 di lunedì 30/08/2010 | ||
| scritto da Mauro da Palermo | ||
| Certo... sarebbe stato meglio essere in tanti ma un centinaio di adesioni, considerando che la diffusione della notizia della class action è avvenuta quasi esclusivamente via internet, non sono poche a mio parere! Consideriamo anche che per molti papà vessati psicologicamente e strangolati economicamente la semplice quota di adesione avrà costituito un problema. L´importante è smuovere le acque, far conoscere alla società le nostre ragioni e cercare di agire sull´opinione pubblica. Teniamo duro: gli effetti già iniziano a vedersi (gli ispettori del Ministero che si muovono, altre class action che stanno nascendo, gruppi di papà separati - a cui aderiscono sempre più donne - che si formano su internet...)! Ma rendiamoci anche conto che probabilmente noi non riusciremo mai a godere degli effetti delle nostre azioni. Questi cambiamenti sono lentissimi perchè coinvolgono la mentalità di un´intera società. Facciamolo per i nostri figli... e forse per i figli loro! | ||
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