Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Il pernottamento in casa paterna secondo il tribunale dei minori di Roma

Cronache dai tribunali


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Il pernottamento in casa paterna secondo il tribunale dei minori di Roma

10/08/2010 - 10.16

In Italia, in materia di compiti di cura dei figli di genitori separati, accadono fatti assai strani. In relazione al pernottamento con i bambini, per esempio, luoghi comuni e contraddizioni "allucinate" la fanno da padrone contro ogni logica e buon senso.

Preparare la cena, guardare insieme i cartoni in TV, mettere a letto i bimbi e conciliare il loro sonno con un bell'abbraccio e un tiepido biberon di latte con biscotti in polvere, svegliarsi la notte per le loro "emergenze" o per l'acqua, cambiare un pannolino......sono tutti compiti di cura importantissimi - per mezzo dei quali ogni genitore consolida il proprio rapporto con i figli piccolini - che per certa parte della magistratura si possono svolgere, dal lato paterno, solo a partire da una certa età del bambino.

E qui, su questo stereotipo imbecille e pericoloso (come quasi tutti gli stereotipi di genere e i luoghi comuni), assistiamo impotenti all'imposizione di una prassi, tanto in voga presso tribunali e servizi sociali, che raggiunge livelli inimmaginabili. Woody Allen ci potrebbe fare un film dei suoi e tanti bei soldi, se solo qualcuno riuscisse ad avere 5 minuti della sua attenzione sul tema.

"...Il bambino è in tenera età, per cui si consiglia di prevedere, con gradualità, il pernottamento presso la casa paterna a partire dai tre anni....", questo è, più o meno, lo stereotipo che domina incontrastato negli ambienti giudiziari di oggi, da Udine a Trapani. Rare le eccezioni.

Siamo certi che sappiate bene di ciò di cui parliamo, ma per corroborare la discussione e la riflessione, vi proponiamo una recentissima "perla" giudiziaria proveniente dal tribunale dei minori di Roma, che ha disposto il solito falso affidamento condiviso con, in più, un eccellente contributo accademico utile per fare finalmente chiarezza sull'annoso tema del pernottamento.

Riportiamo testualmente dal dispositivo "....i due genitori, sebbene tuttora molto conflittuali, hanno manifestato un concreto interesse alla partecipazione attiva alle scelte e al programma educativo e di cura del minore sicchè, una volta stabilito con il presente provvedimento un dettagliato regime di visita per il padre........è auspicabile che gli sforzi dialettici delle parti vengano convogliati verso un reciproco contributo alle scelte relative alla crescita e al migliore benessere evolutivo del figlio comune......il minore è collocato presso la madre.......quanto alla frequentazione paterna, ritiene essa vada intensificata dopo il compimento da parte del minore dei tre anni e sei mesi, al fine di consentire la maturazione e il consolidamento del legame del padre con il figlio e un progresso nelle capacità paterne di accudimento del bambino.....dopo la data indicata, la frequentazione potrà essere ampliata consentendo il pernottamento del figlio presso il padre, che garantisce una bigenitorialità effettiva........".

In sintesi, i giudici minorili Angela Rivellese (Presidente), Cristina Capranica (giudice relatore) e i giudici Daniele Brandani e Carla Sorace hanno decretato che, nel caso in questione:

1. il padre non può pernottare con il figlio fino a 3 anni e 6 mesi (sembrano gli anni di detenzione comminati da un tribunale penale....),

2. la frequentazione con il padre può essere ampliata solo dopo il compimento di quella età,

3. questo doppio limite vale anche se il genitore discriminato ha mostrato un concreto interesse a seguire la crescita del figlio,

4. tale dispositivo garantirebbe, secondo gli esimi giudici, una bigenitorialità effettiva.

Questo è ciò che emerge, a prima vista, dal decreto. Ma andiamo alle questioni di logica elementare che tale dispositivo riesce a scatenare.

In primis, se un padre, attento alla crescita della prole, non dovrebbe di fatto seguirla fino al compimento di 3 anni e 6 mesi, ciò vuol dire che nelle famiglie italiane, nelle coppie unite, vivono migliaia di genitori che si occupano "abusivamente" dei propri bambini. Mi riferisco ai migliaia di papà che seguono la gravidanza, assistono al parto, fanno regolari turni di notte per l'allattamento dopo lo svezzamento, cambiano i pannolini, fanno il bagnetto etc. Evidentemente, per il sacro collegio del tribunale minorile dell'Urbe, lo fanno di nascosto, sottotraccia, attenti a non farsi scoprire, chè sennò qualcuno potrebbe segnalare la cosa ai servizi sociali e allo stesso tribunale.

In secundis, per i giudici romani, prima del compimento di quella età, un papà non può raggiungere, per sua stessa natura, un grado di confidenza ed intimità che permetta il consolidamento di una relazione autentica con il figlio.

Infine, tutto ciò garantirebbe una "effettiva" bigenitorialità".

Stoppiamo qui le considerazioni, e proviamo a condividere con voi il diritto di critica che la nostra amata Costituzione prevede: fate voi lettori i commenti, e noi svolgeremo il compito di inviarli, insieme ad una dettagliata missiva, al Presidente del tribunale minorile di Roma, con tanto di firma.

Necessario nome e cognome più indirizzo mail. Sgraditi gli insulti, gradita l'ironia e la costruttività.


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 21855 volte
Campagna di Tesseramento Adiantum 2010/2011

Notizie Correlate


Infanticidio, ben 197 casi nel solo 2011. Un fenomeno in crescita, figlio della solitudine

In epoca di improbabili slogan di genere e moderna terminologia, i fenomeni sociali più radicati...

14/05/2013 - 00.23
Infanticidio, ben 197 casi nel solo 2011. Un fenomeno in crescita, figlio della solitudine

Stalking: Osservatorio Nazionale, in forte aumento i casi di donne-stalker

Aumentano i casi di donne-stalker. "Non si puo' e non si deve piu' parlare di violenza di...

30/04/2013 - 14.12
Stalking: Osservatorio Nazionale, in forte aumento i casi di donne-stalker

Roma, ottimi spunti di riflessione dal convegno sul sistema delle case famiglia in Italia

Si è svolto recentemente a Roma il corso intensivo "Il Sistema delle Case Famiglia in...

10/04/2013 - 22.17
Roma, ottimi spunti di riflessione dal convegno sul sistema delle case famiglia in Italia

Cittadella, Leonardo non vede il padre da quando la mamma lo ha ripreso

La vicenda di Cittadella ci regala un sequel un pò scontato: il padre, da quando il reclamo della...

05/04/2013 - 22.55
Cittadella, Leonardo non vede il padre da quando la mamma lo ha ripreso

Quando le crociate cominciano dal nome - di Rita Rossi

Qualche altra riflessione su Cass. n. 7041/2013, dopo le prime a caldo. Taluno ha scritto nei vari...

26/03/2013 - 21.24
Quando le crociate cominciano dal nome - di Rita Rossi

Bambino di Cittadella, una sentenza politica. La parola PAS fa paura - di Rita Rossi

Brevi riflessioni a caldo. La sentenza è del 6 marzo, pubblicata il 20 marzo. Velocità...

21/03/2013 - 23.03
Bambino di Cittadella, una sentenza politica. La parola PAS fa paura - di Rita Rossi


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 39 commenti


14.18  di lunedì 21/02/2011
scritto da  gianni corda
io ritengo vergognioso che delle persone cosi detti giudici abbiano il diritto di decidere su famiglie non loro,ma ancora di piu´su piccole creature che non sanno assolutamente niente il rapporto che possano avere con entrambi i genitori gli affetti e tantissime altre cose che non ce bisognio neanche di elencare.ma soprattutto di arrivare ad un accordo cioè,il cosi´ detto affidamento congiuto per entrambi.io padre vorrei farli una domanda a queste persone cioe´ cosi´ detti giudici .ma noi padri cosa abbiamo fatto di male per essere trattati cosi´ male è per essere presi in giro non una volta ma ben 2 volte.visto che è congiunto forrei sapere il perchè i figli devono stare con la madre è con noi padri a rate,veramente vergognioso.....non pensate mai che i bimbi hanno bisognio di entrambi,e non solo in alcuni casi i bambini stessi vogliono stare con noi padri,ma non a rate come quasi sempre vostra decisione.

17.47  di martedì 02/11/2010
scritto da  nicola de martino
Si potrebbe scrivere di tutto ed ironizzare all´infinito, mà preferisco farvi riflettere sù un dato (che rappresenta tutti i tribunali italiani), il presidente, il giudice relatore e giudice sono quattro donne è questo fà la differenza.

09.51  di venerdì 13/08/2010
scritto da  Roberto
Possibile che non si riesca a fermare tutto ciò?
Possibile che non ci sia nessuno disposto a dire BASTA?
Quanto dovremo ancora soffrire e far soffrire i bambini per vedere questi giudici dedicarsi a distruggere solo le loro famiglie e non quelle nostre?
BASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTABASTA

09.49  di venerdì 13/08/2010
scritto da  REDAZIONE

GENTILI LETTORI, RINGRAZIANDOVI PER L´INVIO (COSTANTE) DI COMMENTI E STORIE PERSONALI, SIAMO DISPIACIUTI PERCHE´ MOLTE DI ESSE NON RECANO NOME E INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA, NECESSARI PER L´INVIO ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA (saranno inviati solo i commenti e le storie corredate dai dati personali). NUTRENDO PROFONDO RISPETTO PER LA NATURALE RISERVATEZZA, UTILE IN QUESTI FRANGENTI, ABBIAMO DECISO CHE LE VOSTRE VICENDE, COSI´ COME LE AVETE SCRITTE, SARANNO INVIATE ALLA SOLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, E NON VERRANNO MAI LETTE DA ALCUN OPERATORE DELLA GIUSTIZIA O DA ALTRO QUALSIVOGLIA DESTINATARIO. PERTANTO, QUALORA GLI AUTORI DEI COMMENTI FINORA INVIATI VOLESSERO COMUNICARE I PROPRI DATI, POTRANNO FARLO ESCLUSIVAMENTE ALL´INDIRIZZO DI POSTA: redazione@adiantum.it. GRAZIE - LA REDAZIONE DI AD-NEWS


12.25  di giovedì 12/08/2010
scritto da  paolo collauto
Mettendo da parte tutti i vari trattati di psicologi,dottori, giudici ecc ecc e basandoci su una cosa semplicemente naturale di cui siamo tutti dotati il buonsenso nel caso che un fragore pauroso di un tuono causato da un grosso temporale e il figlio corre nel lettone a cercare la nostra protezione cosa dovremmo fare?? chi ha preso questa decisione ha mai provato cosa vuol dire sentire tuo figlio che cerca protezione avvicinandosi sino ad incollarsi al corpo del genitore come un qualsiasi cucciolo e noi dovremmo diventare peggio degli animali rifiutando il cucciolo????? ma mi facciano il piacere......


1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2013 - Codice Fiscale: 97611760584 - Designed by Alessio