Sul tavolo del Ris, ieri mattina a Roma, insieme al telefonino di Sarah, alla batteria e al tampone ricavato dai suoi poveri resti, c’erano due corde. Nessuno finora s’era azzardato a sostenere che fosse stata davvero recuperata la corda usata da zio Michele per uccidere la ragazzina, e invece - a sessanta giorni dalla scomparsa di Sarah, a diciotto...